Italiani all’estero, se l’Italia non ascolta gli italiani nel mondo – di Antonella Rebuzzi

Il risultato delle ultime elezioni amministrative mi fa pensare gia’ alle prossime politiche, e riflettendo in particolare sul voto degli italiani all’estero mi chiedo: con quale coraggio il Popolo della Liberta’, ma anche tutti gli altri partiti, possono pensare di chiedere fiducia agli italiani nel mondo?

Non capisco come faccia qualcuno a parlare ancora di PdL nel mondo, un partito che all’estero esiste solo nelle chiacchiere di qualche rappresentate politico.

Come italiana residente all’estero sono davvero delusa e arrabbiata. Non vedo alcuna attenzione da parte dell’Italia nei confronti dei nostri connazionali, che da quanto mi dicono si sentono sempre più abbandonati a se stessi. Gli eletti all’estero non hanno con le comunita’ italiane alcun rapporto: seguono quelle decine di persone al massimo, convinti forse in questo modo di riuscire ad accumulare consenso elettorale.

Sono in Italia e fra qualche giorno partirò per la Russia: a Mosca mi attendono tanti impegni. Fra questi, quelli a favore di tante famiglie bisognose, italiane ma anche russe, che hanno bisogno di sostegno soprattutto per i loro bambini. Lo dico perche’ le nuove generazioni rappresentano il nostro futuro, le nostre speranze. E non vedo giovani interessati al mondo dell’emigrazione, se non rare eccezioni. E credo che questo sia davvero un peccato, perche’ un domani non troppo lontano tutto cio’ che e’ stato costruito per riconoscere diritti e partecipazione politica a tutti gli italiani dovunque vivano, si sciogliera’ come neve al sole sull’onda dell’antipolitica che gia’ coinvolge migliaia di giovani indignati.

L’appello a fare in fretta per tornare alla buona politica con provvedimenti immediati che cancellino gli scandalosi privilegi a questo punto non puo’ rimanere inascoltato: chi troppo vuole nulla stringe e c’e’ il rischio che i partiti, recalcitranti a qualsiasi segnale di rinnovamento, si ritrovino con nulla in mano. E forse sì che sarebbe fatta giustizia.

*già senatrice nella scorsa legislatura, governo Prodi

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