Italiani all’estero, Scuole nel caos: l’interrogazione di Narducci (Pd)

Inizia l’anno scolastico e per gli studenti dei corsi di italiano all’estero è ancora allarme per il forte rischio che non venga garantito, nelle scuole italiane all’estero e nei corsi di lingua e cultura italiana in Europa, in particolare in Svizzera e in Germania, il regolare inizio delle lezioni a causa dei tagli al personale docente.

Infatti, a decorrere dal 1° settembre 2011, oltre 30 posti dell’organico del personale docente scolastico attualmente operante all’estero saranno disattivati o soppressi e ciò comporta gravi disagi per l’utenza scolastica italiana in tutto il mondo e un danno d’immagine per l’Italia. La presenza di scuole italiane o di scuole a doppia uscita rappresenta, come noto, una straordinaria risorsa per la promozione del nostro sistema Paese. La scuola italiana all’estero ha punte di eccellenza e va sostenuta. Per esempio, il liceo artistico italo-svizzero a doppia uscita di Zurigo, è frequentato dai nostri ragazzi e in prevalenza da studenti svizzeri. Molti di essi proseguono gli studi nella facoltà di architettura avendo forti legami con l’arte e l’architettura italiana ma anche con i migliori prodotti dell’architettura e del design italiano. Va perciò garantita, oltre a comprovate capacità, anche il puntuale funzionamento della macchina amministrativa per il regolare inizio dell’anno scolastico. Una garanzia che riguarda naturalmente anche l’altro liceo linguistico italiano di Zurigo e quelli di altre capitali nel mondo. Capitali dove interveniamo, come ha sottolineato il Ministro Franco Frattini nella recente audizione alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla promozione della cultura e della lingua italiana all’estero “per vedere la cultura non in senso statico e rivolto al passato, ma per accompagnare e aiutare quel sistema di made in Italy che attraverso la cultura, per esempio attraverso il designitaliano che ne è certamente espressione, può meglio promuovere il sistema Paese sotto il profilo dell’internazionalizzazione del sistema imprenditoriale italiano”.

Ma i buoni propositi non sempre corrispondono alla realtà; il rinvio delle prove concorsuali per il reclutamento del personale docente, per esempio, si protrae da oltre 4 anni e ci sono difficoltà per il reperimento degli insegnanti in quanto alcune graduatorie sono esaurite. In altri casi le graduatorie non sono esaurite, ma l’invio viene ostacolato. I funzionari della Farnesina interpretano arbitrariamente il decreto milleproroghe di inizio anno e applicano dei criteri che impediscono la nomina dei docenti all’estero che sono presenti in posizione utile nelle graduatorie.

L’azione posta in essere dall’Amministrazione degli esteri prevede di sopperire alla mancanza di personale di ruolo idoneo per determinate aree linguistiche attingendo alla graduatoria dei supplenti inviati, a tempo determinato, dall’Italia all’estero. Poiché risulta evidente che tale prassi comporta un esborso di risorse finanziarie nettamente superiore al costo sostenuto per il personale docente in forza agli Enti Gestori locali, tale gestione da parte del MAE contraddice gli obiettivi di risparmio che si perseguono con la manovra finanziaria adesso in discussione nel Parlamento.

Per far luce sulla situazione imbarazzante che si è venuta a creare l’on. Franco Narducci, Vice presidente della Commissione esteri, ha presentato un’interrogazione in cui chiede al Ministro degli affari esteri di avviare, di concerto con il MIUR, l’immediata indizione delle prove di selezione e l’aggiornamento delle graduatorie per permettere alle scuole italiane all’estero e alle università straniere di potersi avvalere di personale in possesso delle professionalità richieste per la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo.

Inoltre Narducci ha sollecitato il Ministro Frattini ad agire – con una opportuna modifica legislativa alle norme vigenti in materia – affinché per le iniziative scolastiche previste dalla legge 153/71 sia possibile conferire, in caso di assenza del personale di ruolo, in linea con la politica di contenimento dei costi, l’incarico di docente nei corsi di lingua e cultura italiana al personale in forza agli Enti Gestori anziché inviare i supplenti dall’Italia. Da tale intervento dovranno evidentemente essere escluse le istituzioni scolastiche statali italiane all’estero, che potranno continuare ad usufruire di tale strumento, a garanzia del sistema Italia e della centralità del sistema scolastico statale all’estero.

Narducci ha altresì chiesto un intervento concreto del Ministro degli affari esteri per consentire alla scuola media paritaria Enrico Fermi di proseguire il servizio scolastico continuando ad essere l’interfaccia tra la scuola elementare statale Casa d’Italia e il liceo italiano di Zurigo.

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