Italiani all’estero, Schiavone (CGIE): “Ora è tempo di riformare la rappresentanza”

“Necessario aggiornare con determinazione i diritti di rappresentanza degli italiani all'estero in un contesto normativo nazionale ed europeo”

Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, in un messaggio inviato in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, scrive: “L’emigrazione è sempre stata un tratto caratterizzante della struttura sociale, economica e culturale del nostro Paese, che ha costruito la propria storia sui percorsi di vita di milioni di cittadini, che hanno popolato e colorato di italianità il mondo intero e che oggi è confrontato con l’aspetto contrario del fenomeno, ovvero l’immigrazione di milioni di cittadini in fuga dai paesi d’origine”.

“La recente commemorazione della giornata della memoria – continua Schiavone -, che ha riacceso i riflettori su Lampedusa diventata una meta simbolo dei viaggi della speranza, richiama i governi del vecchio continente a trovare soluzioni adeguate per rispondere ai tristi scenari dell’indifferenza e degli egoismi che spingono i paesi più avanzati a erigere i vergognosi muri dei ‘Prima noi’ contro i frontalieri italiani, come è successo due settimane fa in Svizzera, la settimana scorsa in Ungheria e in primavera nel Regno Unito con il voto della Brexit”.

Secondo il segretario generale del CGIE “l’incertezza del diritto internazionale emersa con impeto in questi ultimi tempi, causando guerre ed esodi di massa, chiama anche il nostro Paese ad aggiornare con determinazione i diritti di rappresentanza degli italiani all’estero in un contesto normativo nazionale ed europeo”.

“Le istituzioni italiane di rappresentanza all’estero sono sollecitate a prevenire il futuro – riflette Schiavone – in una prospettiva tesa a rafforzare i diritti di cittadinanza e della rappresentanza costruiti sulla centralità soggettiva degli individui intesi come portatori di valori che concorrono ad arricchire le società d’insediamento e di riflesso il nostro paese di cui sono ambasciatori”. Con questo spirito anche il CGIE “si sente investito di responsabilità e saprà dare il proprio contributo alla riforma della rappresentanza tenendo in considerazione le aspettative di quel 7,9 per cento di cittadini italiani residenti all’estero, che nel mese di luglio di quest’anno, attraverso i Comites, le rappresentanze associative e i singoli soggetti, hanno partecipato alla proposta di riforma della rappresentanza di cui si farà promotore lo stesso CGIE nella prossima assemblea plenaria”.