Italiani all’estero, Salvate il soldato Picchi (PdL) – di Andrea Verde

Di Guglielmo Picchi é stato detto e scritto tutto il male possibile. Ma quello che, a nostro avviso, é uno dei deputati piu’ inutili di un Parlamento in cui spiccano fenomeni come Razzi e Scilipoti, non finisce mai di stupirci. "Logisticamente impossibilitato" a presenziare ai funerali di Mirko Tremaglia dove il suo amico Raffaele Fantetti (smanioso di mettersi in mostra) ha rimediato l’ennesima figuraccia ed uno sganassone, Guglielmo Picchi é riuscito a dare il meglio di sé anche nell’operazione tesseramento del Pdl.

Che il tesseramento del Pdl fosse una cosa semi-seria lo si sapeva già; bastava vedere lo stato confusionale in cui versava e versa il partito che dal 2008 avrebbe perso, secondo i sondaggi, oltre il 14% dei consensi; non stupisce quindi che i giornali (a parte quelli a libro paga) abbiano dato pochissimo risalto all’annuncio del milione di tesserati, sbandierato da Angelino Alfano.

A mio modesto avviso, i primi a non credere a quei numeri sono proprio i dirigenti del Pdl. Un milione di tesserati li aveva il Pci di Berlinguer che aveva sedi ovunque, militanti agguerriti ed una classe dirigente formata alle Frattocchie; mica l’accozzaglia di cialtroni raccomandati e senza talento a cui ci ha abituato il berlusconismo!

I militanti del Pci erano nelle piazze ogni domenica a distribuire l’Unità, vivevano per il partito, passavano le loro vacanze negli stands dei festival dell’Unità come volontari. Ce li vedete voi i berlusconiani rampanti fare la stessa cosa? Quella specie di agglomerato che sembra un mix tra una casa di appuntamento di altobordo, un casting del «grande fratello», ed un summit di «Cosa Nostra»? Gli «olgettini» della politica non sanno cosa sia la militanza, lo studio, il sudore della fronte, il contatto con la gente: loro sono capaci solo di fare i deputati e i consiglieri regionali perché inseriti dal Capo nei listini bloccati. La militanza si fa in salotto o in camera da letto.

Di Guglielmo Picchi non é dato sapere granché, salvo che é toscano, permaloso e presuntuosetto, residente a Londra e deputato da due legislature. Ha fatto della discrezione la sua arma prediletta; talmente discreto che non si é mai capito quali fossero le sue idee, ammesso che ne avesse. Certo sarebbe cattiveria pura accostare il nome di Picchi a quello di gente come Bruno Zoratto che alla causa degli italiani nel mondo ha consacrato la propria vita: o a quello di tanti che si son battuti al fianco del leone Tremaglia contro le alzate d’ingegno dei Mantica di turno. Talmente geniale questo Mantica che il ministro Terzi ha bloccato tutto il piano di smantellamento delle reti consolari, con grande sollievo generale; ma anche stavolta il parere di Picchi non é pervenuto.
 
Ma ora le elezioni si avvicinano e quindi bisogna darsi da fare: dove lo si trova a quarant’anni un altro impiego che ti permette di «lavorare» (il virgolettato é d’obbligo) due giorni e mezzo a settimana e di guadagnare 15 mila euro al mese, senza parlare dei benefits? In tempi di crisi poi?

E allora giu’ duro contro Massimo Romagnoli che con il suo Movimento delle Libertà sarebbe un abusivo, senza alcun titolo per rappresentare il Pdl; in tempi di liberalizzazioni, il «verbo» del berlusconismo tra gli italiani in Europa é monopolio di Gianni e Pinotto, pardon volevo dire Picchi&Fantetti!

La testimonianza di un esponente storico della comunità italiana a Parigi, che ho raccolto telefonicamente, merita di essere citata.

Sollecitato dal deputato toscano, il «nostro» avrebbe risposto che sarebbe stato impossibile chiedere soldi alla gente per iscriversi al Pdl; alché il deputato avrebbe risposto che sarebbe bastato l’invio a Roma della fotocopia della carta d’identità di almeno venti persone. Al resto avrebbe pensato la divina provvidenza. E fu cosi’ che venti fotocopie furono inviate; a quanto pare la stessa cosa sarebbe accaduta tempo fa anche in un paese della Germania.

Al decano Giancarlo Gallani, che avrebbe aderito alla «combine» e che in seguito ha chiesto spiegazioni sul mancato invio delle tessere, il deputato Picchi ha risposto per mail che «non c’é da preoccuparsi; ti confermo, caro Gallani, che siete tesserati e le tessere saranno spedite dal coordinamento nazionale di Roma. Io su questa cosa non ci posso fare niente, ma l’importante e’ che voi siate iscritti al partito e possiate votare agli imminenti congressi che si svolgeranno in Europa come concordato con la segreteria Alfano». E tanto per non far mancare una nota di mistero il buon Picchi aggiunge; «questa e’ una comunicazione interna al partito e gradirei che rimanesse tale e non fosse diffusa a tutto il mondo, giornali compresi».

Cosi’ tra tesserati a loro insaputa e tesserati che non avrebbero pagato la quota di adesione (ma in principio non si doveva fare tutto su internet per impedire ai signori delle tessere di fare sconquassi?) la commedia continua. Sembrano i peggiori retaggi della Prima Repubblica dove alcuni partiti tesseravano pure i morti: ma almeno quelli sapevano stare a tavola e conoscevano l’ABC della politica.

Il deputato Picchi e il suo amico Fantetti non sanno nemmeno dove sta di casa la politica: prima di pensare ad una eventuale rielezione (che cercheremo di scongiurare in ogni modo) dovrebbero apprendere i fondamentali della politica e soprattutto imparare che la politica é un servizio che si svolge per il bene comune e non per il raggiungimento di personali interessi di carriera.

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