Italiani all’estero, SAIG incontra diplomazia italiana in Svizzera

Un'iniziativa volta a intervistare i Consoli italiani presenti in terra elvetica, al fine di presentarli e di permettere loro di raccontare come si sono organizzati per meglio svolgere il loro mandato

Una delegazione della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (SAIG), condotta dal coordinatore Carmelo Vaccaro e composta da Antonio Scarlino, Presidente dell’Associazione Regionale Pugliese, Riccardo Galardi, Presidente dell’Associazione ciaoitalia.tv e Alessandra Testaguzza, consulente giuridico della Società, si è recata in Svizzera per incontrare ed intervistare i Consoli italiani nei giorni del 14 e 15 novembre, per concludere il 16 all’Ambasciata di Berna e il 17 al Consolato Generale d’Italia a Ginevra.

Si è trattato di un’iniziativa volta a intervistare i Consoli italiani presenti in terra elvetica, al fine di presentarli (sono tutti di recente nomina) e di permettergli di raccontare come si sono organizzati per meglio svolgere il loro mandato e quali siano gli obbiettivi da raggiungere nel breve e nel lungo periodo, e per coinvolgerli in un paio di iniziative importanti: la possibile apposizione di monumenti dedicati all’emigrazione italiana come simboli per i sacrifici fatti dai nostri connazionali negli anni passati in terra straniera e della collaborazione che nel tempo hanno prodotto in favore dei luoghi che li hanno accolti; e per verificare la disponibilità delle rappresentanze consolari a partecipare o sollecitare un tavolo di discussione come spunto di riflessione per ipotizzare in futuro una riforma della legge sulle rappresentanze elette (COMITES e CGIE) in modo da renderla più adeguata ed efficiente alle moderne esigenze dei connazionale all’estero così da permettere a queste entità di operare in maniera più proficua per tutti.

Altro obbiettivo di questo viaggio per circoscrizioni consolari era quello di informare i Consoli degli altri cantoni, nonché l’Ambasciatore, della nuova normativa federale, entrata in vigore lo scorso 1 ottobre, che ha inserito nel codice penale svizzero il reato di truffa agli enti assistenziali che punirà penalmente e con l’espulsione dalla Svizzera, coloro che abbiano usufruito di aiuti sociali omettendo di dichiarare la totalità del proprio patrimonio posseduto in Svizzera e/o all’estero.

Questa nuova legge andrà ad incidere pesantemente anche sui nostri connazionali e, tenuto conto del fatto che Ginevra è l’unico cantone che ha previsto un’informativa capillare a tutti gli assistiti e gli ha dato la possibilità di un periodo entro e non oltre il quale inviare una domanda di regolarizzazione che possa evitare, almeno, problemi penali ed espulsioni, la SAIG ha ritenuto importante informare le rappresentanze consolari tutte e l’Ambasciata. Lunedì 14 la delegazione ha dato inizio a questo viaggio itinerante attraverso la Svizzera con il Console Generale di Lugano, il Min. Plenipotenziario Marcello Fondi, per poi proseguire nel pomeriggio con l’incontro con il giovanissimo Console di Basilea, Michele Camerota. Entrambi hanno aderito con molta partecipazione alla proposta dell’apposizione dei monumenti all’emigrazione italiana nella propria circoscrizione consolare (ed anzi, il Console Fondi ha anche segnalato che nella propria circoscrizione non esiste nulla di tal genere che possa anche fungere da simbolo per le cerimonie ufficiali, in modo da apporre una corona) ed anche alla proposta riguardante la possibile discussione di riforma della legge sulle rappresentanze elette, previa premessa che, naturalmente, non spetta di certo alle rappresentanze consolari provvedere ad una tale incombenza, essendo la stessa di esclusiva competenza del legislatore. Ma, comunque, stante il fatto che tutto è perfettibile, i Consoli, di concerto con la SAIG, i COMITES, i CGIE, le associazioni, i Parlamentari eletti all’estero, possono (e devono, secondo Camerota) farsi carico per uno spunto di riflessione sulle problematiche dell’attuale legge e per farsi portatori di individuare tali problematiche e segnalarle, se del caso, al legislatore.

Sulla stessa linea anche il Console Generale di Zurigo, il Min. Plenipotenziario Giulio Alaimo, altro giovane console di fresca nomina, il quale si è detto anch’egli disponibile per farsi parte diligente presso le istituzioni svizzere locali della sua circoscrizione consolare per ottenere il permesso di posizionare dei monumenti e, per quanto riguarda la discussione di riforma per la legge sulle rappresentanze elette, e previa la stessa premessa già fatta anche dagli altri suoi colleghi, ha concordato sul fatto che se ne possa discutere nel seno di una tavola rotonda volta ad individuare una strada che possa portare nel tempo ad una riforma possibile.

Proseguendo gli incontri, il 16 è stata la volta dell’Ambasciatore di Italia a Berna, Marco Del Panta, il quale ha accolto la delegazione SAIG con molto disponibilità e cortesia. Sulla questione dell’apposizione di monumenti si è detto disponibile ed ha trovato l’iniziativa lodevole e per la circoscrizione che compete all’Ambasciata (Berna e Neuchatel) si farà portavoce per la realizzazione della proposta. Sui tagli ai finanziamenti pubblici ha riferito che la situazione è meno grave di quel che pensava, essendo detti tagli notevoli solo per i corsi di lingua italiana. L’Ambasciatore ha risposto anche sui rapporti tra Italia e Svizzera relativamente alle tensioni in Canton Ticino che hanno portato alla vittoria del no al recente referendum che riguardava la questione dei frontalieri.

Ha sottolineato il fatto che a livello di Confederazione i rapporti tra i due paesi sono ottimi ma che, nonostante questo, il Ministro Gentiloni è stato molto solerte e deciso, dopo il referendum, a prendere contatti con le istituzioni elvetiche in modo da chiarire la posizione della Svizzera rispetto a queste problematiche che, sia pur locali, testimoniano comunque un disagio nei confronti dei lavoratori italiani. Essendo di competenza federale il libero scambio e la libera circolazione dei lavoratori tra l’Italia e la Svizzera, l’Ambasciatore stesso si sta recando più frequentemente in Ticino per testimoniare la sua vicinanza ai nostri connazionali e la storica prossimità culturale, linguistica e commerciale con questo cantone, soprattutto per quanto riguarda la regione Lombardia.