Italiani all’estero, Rossella Urru libera? Farnesina non conferma. Boniver: ‘Siamo fiduciosi’

"Bisogna essere fiduciosi", ma "le fughe di notizie non servono a nulla": cosi’ Margherita Boniver sulla sorte di Rossella Urru, la cooperante sarda sequestrata tra il 22 e il 23 ottobre scorso nel sud dell’Algeria. "La Farnesina non conferma la liberazione ed e’ la Farnesina che annuncia eventuali sviluppi positivi", osserva,"ma la tempesta di informazioni e boatos serve solo ad angosciare i genitori della giovane. Meglio il silenzio stampa: per la liberazione -sottolinea- e’ la dimensione ideale".

Comunque per la Boniver, appena rientrata da una missione in Mauritania, "bisogna essere fiduciosi: il lavoro molto accurato, professionale e importante fatto dai governi italiani nel corso degli anni per riportare a casa gli ostaggi ha sempre dato risultati positivi". L’inviato della Farnesina sottolinea che e’ in corso "una piena collaborazione" con le autorita’ spagnole, "come avviene sempre nei casi di ostaggi di piu’ nazionalita’". Il ministro degli Esteri spagnolo, Jose’ Manuel Garcia-Margallo, e’ appena volato nella capitale malinese, Bamako, per parlare dei cooperanti occidentali sequestrati lo scorso ottobre in un campo di rifugiati Sarawi: oltre alla Urru, anche gli spagnoli Enric Gonyalons e Ainhoa Fern¡ndez. I tre sono stati rapiti da scissionisti di al Qaeda nel Maghreb Islamico. 

A complicare la situazione, la rivolta armata tuareg scoppiata nel mese di gennaio nel nord del Mali, al confine con l’Algeria; anche nelle ultime ore sono stati registrati scontri tra le truppe di Bamako e ribelli tuareg.

"La destabilizzazione nel nord e’ in atto da diversi mesi e ha innescato flussi di rifugiati in tutti i Paesi limitrofi: in Mauritania, i rifugiati arrivano al ritmo di 1.000 al giorno e sono gia’ 32mila . Il governo centrale di Bamako fa fatica a marcare la sua influenza nell’area, dove si sono innescate dinamiche molto destabilizzanti. La ribellione tuareg, a cui danno man forte i mercenari armati con armi pesanti che erano al servizio di Muammar Gheddafi, ha ulteriormente inasprito una situazione gia’ molto precaria".

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