Italiani all’estero, Romagnoli (PdL): Vicini alla famiglia di Giovanni Lo Porto

Pakistani policemen stand guard outside the house where gunmen kidnapped a German aid worker and his Italian colleague in Multan on January 20, 2012. Masked gunmen kidnapped a German aid worker and his Italian colleague overnight in Pakistan's central shrine city of Multan, local police said. The kidnappings bring to six the number of Westerners abducted since July in nuclear-armed Pakistan, where US forces last year killed Osama bin Laden and which stands on the frontline of a Taliban insurgency. AFP PHOTO / S.S. MIRZA

"A nome mio personale e di tutto il Movimento delle Libertà, esprimo grande preoccupazione e chiedo la massima attenzione delle istituzioni per il nostro connazionale di origini siciliane, Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan nella giornata di ieri. Sappiamo che la Farnesina ha attivato tutti i canali per cercare di risolvere la vicenda positivamente e al più presto e ci rincuorano le parole del sottosegretario agli Esteri De Mistura che ha assicurato che il ministero si sta occupando del caso molto attivamente. E’ vero, come affermato dal sottosegretario, in questi casi meno se ne parla sui media, su giornali e tv, meglio è. Tuttavia, è grande il nostro sconforto per il sequestro di un cooperante italiano che si trovava in un Paese straniero per svolgere un’attività meritoria, ovvero aiutare il prossimo. Nelle ultime ore si parla della richiesta di un probabile riscatto: non si dovrebbe mai trattare con terroristi e sequestratori, ma ci auguriamo che vengano percorse tutte le strade per poter arrivare alla liberazione di Giovanni, che in queste ore certamente sta vivendo una tragica esperienza. Alla famiglia di Lo Porto, comprensibilmente preoccupata, va tutta la nostra vicinanza e solidarietà". Così Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà.

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