Italiani all’estero, Romagnoli (PdL): Importante fare chiarezza su mondo diplomatico italiano

"I diplomatici italiani all’estero sono di fondamentale importanza per l’Italia, anello di collegamento prezioso fra il nostro Paese e il resto del mondo. Ambasciatori e consoli svolgono un esimio lavoro nei cinque continenti, e noi come Movimento delle Libertà abbiamo sempre ricevuto da parte di tutti loro massima disponibilità e massima collaborazione, quando si è trattato di fare di più per le comunità italiane presenti sul territorio, di più per costruire ponti commerciali, economici, politici fra i vari Paesi esteri e l’Italia. Anche gli Istituti italiani di cultura svolgono oltre confine un ottimo lavoro a favore della diffusione e della promozione della lingua e della cultura italiana all’estero. Detto questo, non possiamo però restare in silenzio davanti alle notizie stampa dei giorni scorsi, che hanno fatto luce su un mondo – quello dei diplomatici, dei funzionari italiani all’estero e degli IIC – destinatario di alcuni privilegi che, in questo momento di grave crisi, sono uno schiaffo ai cittadini tartassati  e al BelPaese". Così Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà, che continua: "Attenzione. Qui nessuno vuole portare avanti una battaglia ‘ideologica’ con il mondo diplomatico italiano: ribadiamo, consideriamo quel ruolo preziosissimo. Ma è anche vero che, in un’Europa sempre più piccola, in un mondo sempre più globalizzato, con i leader mondiali che possono comunicare tra loro in tempo reale e  direttamente, certe strutture, in taluni casi, possono essere considerate superate. E poi gli stipendi ricevuti dai nostri diplomatici sono spesso al di sopra della ragionevolezza. E gli impiegati? Come puo’ un autista di un’ambasciata o di un consolato guadagnare fino a seimila euro al mese? Per quali meriti speciali? Insomma, come Movimento delle Libertà vogliamo vederci più chiaro. Per questo – sottolinea l’esponente PdL – è importantissima l’indagine conoscitiva che si sta svolgendo in Parlamento: ci auguriamo porti in superficie dati certi, in modo tale da portare avanti una spending review anche alla Farnesina. I capitoli dedicati agli italiani all’estero hanno in questi ultimi anni subito tagli dolorosissimi per le nostre comunità nel mondo: non vorremmo che, come sta accadendo in Italia, anche all’estero a pagare fossero sempre e solo i soliti noti, quelli che per questa crisi hanno già pagato abbastanza".

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