Italiani all’estero, Romagnoli (PdL): Bene Berlusconi e Gasparri su voto italiani nel mondo

"Si e’ parlato tanto di abolizione della Circoscrizione estero nell’ultimo periodo. E in tempi di crisi e di auspicata riduzione di parlamentari è aumentato il sospetto che qualche esponente di governo volesse cancellare con un colpo di spugna l’ultima conquista della rappresentatività democratica: gli eletti dai nostri connazionali nel mondo. Al riguardo, ha voluto fare chiarezza il Sen. Juan Esteban Caselli, guida del PdL nel Mondo e consigliere del presidente Silvio Berlusconi per cio’ che riguarda gli italiani all’estero: a Caselli il premier ha confermato che non esiste l’intenzione da parte dell’attuale esecutivo di abolire la Circoscrizione estero. Inoltre, il presidente dei senatori PdL, Maurizio Gasparri, ha precisato: il voto degli italiani all’estero e i loro rappresentanti a Roma non si toccano. Siamo contenti che sia arrivato questo chiarimento de parte della maggioranza di governo, un chiarimento che come Movimento delle Liberta’ apprezziamo particolarmente, condividendo i sentimenti dei tanti italiani che vogliono sentirsi partecipi delle scelte di governo e dell’attività legislativa del nostro Parlamento". Così Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà, che prosegue: "L’abolizione del voto all’estero avrebbe significato un ritorno al passato, avrebbe voluto dire trascurare i nostri connazionali residenti oltre confine, che invece dall’Italia meriterebbero molto di più. Avevo nei giorni scorsi lanciato l’allarme: com’e’ che nessuno fra gli eletti all’estero della maggioranza si preoccupa di fare chiarezza sulla vicenda della Circoscrizione estero? La risposta di Caselli e’ stata più che opportuna. Grazie Cacho! Ci auguriamo adesso che in futuro non giungano nuovi ripensamenti, sarebbe un fatto grave e potrebbe minare la fiducia nelle istituzioni e nella coerenza degli impegni elettorali. Ma siamo sicuri che non avverrà. Gli italiani all’estero – conclude l’esponente del PdL – possono stare tranquilli: continueranno a votare dal proprio Paese di residenza, ovunque siano nel mondo".

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