Italiani all’estero, Romagnoli (PdL): Anch’io a Bruxelles per ‘primavera di libertà’

"Saro’ presente anch’io il 24 marzo a Bruxelles per partecipare ad un incontro di persone libere del centrodestra, così come è stato descritto dagli organizzatori, e dare il mio personale contributo, insieme a quello del Movimento delle Libertà, a un rilancio concreto dei valori in cui crediamo noi del PdL, che in Europa stiamo con il Ppe". Così Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà, annuncia da Porto Gruaro, dove si trova insieme al segretario del PdL Angelino Alfano per un incontro del partito, la sua presenza a Bruxelles all’incontro europeo che vuole segnare l’inizio di una ‘primavera di libertà’.

"Ho molto apprezzato – prosegue Romagnoli – l’iniziativa messa in piedi da alcuni esponenti del PdL e del Ppe. A Bruxelles discuteremo di Europa, Italia e soprattutto di Italiani in Europa. Infatti, è mia personale convinzione che il ruolo della collettività italiana residente nel Vecchio Continente debba essere maggiormente valorizzato dal nostro Paese, dalla politica italiana, dal Popolo della Libertà in particolare. Fino ad oggi, non è stato sempre così. C’è bisogno di più slancio, di più collaborazione, di più organizzazione: l’entusiasmo da parte dei vari simpatizzanti ed iscritti c’è, lo abbiamo spesso visto in passato e anche questa iniziativa a Bruxelles ne è una prova. Tuttavia tutte queste energie vanno messe a sistema, come si suol dire, vanno inquadrate in una dinamica effettivamente costruttiva, così come vanno incentivati gli scambi di informazione fra le varie comunità residenti nei Paesi Ue. In Francia, in Germania, in Belgio, in Olanda, nel Regno Unito, in Spagna, esistono numerosissime realtà di connazionali che hanno voglia di partecipare e di contribuire; unite, insieme, potrebbero costituire un enorme valore aggiunto alla riqualificazione della politica nazionale sempre più in crisi. Un po’ come nel calcio: se i giocatori di una squadra non lavorano per lo stesso obiettivo, se non sono coordinati fra loro, nei loro movimenti, nella loro strategia, raggiungere un risultato positivo è più difficile. Certo è che per fare lavorare bene una squadra c’è bisogno anche di un allenatore capace di spronare, gratificare, esaltare, ma anche punire i giocatori quando ce n’è bisogno. Ecco, sarò a Bruxelles per insistere sul concetto di un’Italia unita in tutte le sue componenti, dentro e fuori i confini; con l’obiettivo comune di riprenderci il posto che ci spetta in un mondo sempre più competitivo, con l’orgoglio – conclude l’esponente PdL – di essere tra i Paesi più sviluppati economicamente, ma soprattutto tra quelli di grande tradizione civile, culturale e democratica".

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