Italiani all’estero, per i marò in India esponiamo il tricolore – di Marco Zacchera

WCENTER 0XMDBIQMAD epa03133035 Italian marines Massimiliano Latorre (C) and Salvatore Girone (L), sit in a police vehicle as they are escorted by Indian police men from a court in Trivandrum, India, 05 March 2012. Reports state that an Indian court had remanded the two Italian marines to the judicial custody till 05 March 2012 but has handed them for police custody for three more days as investigations continue further, according to news sources. The two Italians were part of a six-member security team who are suspected of firing, 15 February 2012, on an Indian fishing boat, killing two Indian fishermen they mistook for a pirates. EPA/STR

Propongo ai lettori di esporre il tricolore dal balcone o dalla finestra di casa in segno di vicinanza ai nostri due marò incarcerati in India. Sta infatti già scemando l’attenzione sulla sorte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che da quasi un mese sono trattenuti in India con l’accusa di aver provocato, in una sparatoria, la morte di due pescatori del Kerala. I nostri marò – che comunque pare proprio fossero di servizio in acque internazionali – devono tornare a casa e, finché non sarà così, invito i verbanesi e tutti i lettori a esporre un tricolore ai loro balconi.

Sarà un gesto simbolico, ma farà capire che i nostri militari, che si stanno comportando con coraggio, dignità e in perfetta trasparenza, non sono soli. Anche perchè dispiace sottolineare come il Governo – pur avendo un alto rispetto per il Ministro Terzi – sembri un po’ debole a livello internazionale.

Ricordo infatti la tragedia del Cernis che nel 1988 costò la vita a 20 persone e che fu causata da evidenti colpe dei militari statunitensi che assurdamente passarono con un aereo sotto i cavi di una funivia, ma il processo si tenne negli Usa e non in Italia.

Più di recente ricordo le inchieste sulla morte di Nicola Calipari e le difficoltà italiane di appurare la verità. Ripensando all’India è clamorosa la vicenda giudiziaria seguita al disastro ambientale di Bhopal con la morte accertata di oltre 3.700 ma ben poche conseguenze per i manager della multinazionale proprietaria dell’impianto.

Auspico che prevalga il buonsenso e che, nel compiere tutte le indagini, non si penalizzino i nostri militari che, in fin dei conti, presidiavano un tratto di mare infestato da pirati contro i quali non si agisce a sufficienza a livello internazionale ed è per questo che è ben strano che l’Unione Europea – ma cosa conta allora l’Italia? – non protesti a livello ufficiale con l’India che nega anche i confronti e la presenza di nostri rappresentanti perfino alle perizie balistiche!

*già deputato PdL e sindaco di Verbania

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