Italiani all’estero, Pd Svizzera: politiche migratorie e scelte organizzative del PSS

Una nutrita e composita rappresentanza del Partito democratico in Svizzera (Pd) ha partecipato, a Berna, al seminario organizzato dal Partito Socialista Svizzero (PSS) sul contributo dei cittadini di origine straniera  a favore delle politiche d’integrazione, di partecipazione e di cittadinanza. Nella delegazione del PD in Svizzera  erano presenti consiglieri e dirigenti comunali e cantonali, militanti e segretari dei Circoli, il segretario Michele Schiavone e l’onorevole Franco Narducci.

Il PSS ha messo in cantiere un progetto a medio e lungo termine per valorizzare la presenza dei quasi due milioni di stranieri che vivono in Svizzera e dei numerosi espatriati rossocrociati.  Il progetto, “per una completa e coerente politica migratoria. Come valorizzare le chances e combattere i rischi dell’immigrazione”, composto di 149 tesi, è stato presentato da Peter Hug, responsabile per la politica internazionale del PSS, e da Andy  Tschumperlin, capogruppo del PSS al Consiglio nazionale del Parlamento svizzero.  I contenuti proposti dalla segreteria nazionale del PSS sono stati presentati ai movimenti, alle associazioni ed partiti stranieri attivi nella Confederazione elvetica, invitati al seminario. Nei prossimi mesi il contenuto di questa proposta diventerà tema di discussione pubblica, delle sezioni, degli organismi dirigenti cantonali per approdare al congresso nazionale del PSS di Lugano, programmato per l’8 e il 9 settembre prossimo.

Il partito democratico in Svizzera accoglie con enorme piacere il coinvolgimento, l’apertura e l’impegno con cui il PSS ha avviato questa sua riflessione ed ha delegato Anna Piccirilli, Rebecca Narducci,  Bruno Palamara e Francesco De Gregorio, nel comitato provvisorio, che seguirà il percorso evolutivo di questo progetto. Inoltre, è degno di grande considerazione il riconoscimento del lavoro compiuto negli anni scorsi dai partiti progressisti e democratici stranieri in Svizzera, come anche la valorizzazione postuma delle storie dei movimenti, delle associazioni straniere, che finalmente sono diventate oggetto di interesse politico e quindi di dibattito all’interno del più grande partito svizzero. Il Pd in Svizzera auspica che questo impegno comune con il PSS possa portare nuovi stimoli al dibattito pubblico e che la ricerca di nuove proposte politiche sulla “cittadinanza” contribuisca ad estendere ed affermare i concetti della democrazia nelle varie accezioni, rispettose del pluralismo sociale, politico, confessionale e culturale di cui è composta la moderna società svizzera. Il PSS si doterà finalmente di un programma con cui evidenzierà il suo profilo in materia d’immigrazione e di emigrazione. In questo modo, in futuro, questo paese potrà discutere liberamente, senza astrazioni e pregiudizi sull’apporto dei cittadini stranieri al progresso civile, economico e sociale, evitando di limitarsi esclusivamente alle campagne propagandistiche e preconcette che, negli ultimi vent’anni, hanno fatto emergere – contrariamente alla realtà quotidiana – un’immagine distorta  di una Svizzera rinchiusa su se stessa.

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