Italiani all’estero, nuovi tagli per la Farnesina: gli eletti dicono basta – di Barbara Laurenzi

Roma Italiani all’estero, nuovi tagli in arrivo. O forse no. Hanno suscitato molte perplessità le dichiarazioni rese dal sottosegretario Mario Giro durante la sua ultima missione in Sud America, nel corso della quale l’esponente della Farnesina ha avuto modo di annunciare che le sforbiciate non sono finite e che il ministero degli Esteri deve prepararsi a ulteriori riduzioni di bilancio senza specificare, però, se saranno colpiti ancora una volta i servizi per i connazionali o se si andrà a intaccare la rete diplomatica che, dopo anni di sacrifici imposti in nome dell’amor di patria, rappresenta ancora l’ultimo baluardo di privilegi ormai superati.

Diverse le reazioni degli eletti all’estero che, in attesa di capire se si sia trattato di una previsione di possibilità o di una vera e propria decisione già presa, si schierano contro l’eventualità di nuovi colpi di accetta ai servizi esteri.

“In effetti il sottosegretario Giro aveva comunicato ulteriori azioni anche nel corso della recente visita a Zurigo, solo poche settimane fa – ricorda Alessio Tacconi del gruppo Misto, a colloquio con ItaliaChiamaItalia -. Dal mio punto di vista, così come presumo da quello dei miei colleghi, ritengo che i servizi rivolti agli italiani all’estero siano già stati fin troppo limitati, soprattutto se consideriamo quanto i nostri connazionali si siano ritrovati a rimetterci anche in termini di vera e propria quotidianità, pensiamo a tutti i servizi consolari drasticamente ridotti”. “Ci auguriamo tutti – prosegue Tacconi – che non ci siano ulteriori colpi bassi al settore e che si preveda, invece, un’azione mirata a tutte quelle spese che posso essere effettivamente ridimensionate perché attualmente sproporzionate, a partire dagli sprechi e dagli eccessi che indubbiamente esistono sia all’interno della rete diplomatica che nell’amministrazione stessa del ministero. Il mio augurio è che non si vada più a sacrificare i servizi rivolti agli italiani all’estero, visto che si è già tagliato molto, ma che al contrario si vada a colpire quello che rimane ancora di esagerato”.

“Non credo – conclude Tacconi – che ci sia una precisa volontà di colpire il nostro settore, o almeno non ne ho l’impressione. Mi sembra, anzi, che esista una reale intenzione di sfoltire tutti i privilegi e gli eccessi, speriamo però che questa intenzione che si respira nell’aria possa essere concretamente riscontrata nelle prossime azioni che il governo e il ministero metteranno in campo”.

Più laconico, invece, il forzista Guglielmo Picchi. “L’unico taglio che suggerirei – dichiara a Italiachiamaitalia.it – è quello del sottosegretario Giro. Bisogna però ammettere che il Partito Democratico ha operato una vera svolta – aggiunge ironico l’azzurro -, in due anni hanno tagliato più del doppio di tutti i governi di centrodestra. Hanno contestato per anni i precedenti esecutivi, quando è stato il loro turno hanno fatto molto di più”. "Se fossi un deputato del Pd mi dimetterei e confluirei nel gruppo misto”, prosegue Picchi. “Non si può sottostare a un simile ridimensionamento, ma credo che non tutto sia perduto e, anzi, mi aspetto molto dal mio coordinatore Vincenzo Pessina per porre un freno a questi tagli e sollevare la problematica a nome di Forza Italia nel mondo”. 

In disaccordo con la sua stessa maggioranza, il democratico Marco Fedi sceglie ItaliaChiamaItalia per lanciare un appello agli altri parlamentari eletti all’estero affinché si organizzi un incontro congiunto con il ministro degli esteri Gentiloni. “La dichiarazione di Giro ci coglie impreparati – spiega Fedi -, non conosco gli ulteriori sviluppi che ci riserva ora la Farnesina, ma la logica parlamentare ci ha abituato ad aspettarci di tutto. Non escluderei, quindi, ulteriori tagli ai servizi. Tutto è possibile”.

“Credo che sia arrivato il momento di dire un bel ‘basta’, basta una volta per tutte! – continua l’onorevole Fedi – Se devono verificarsi altri tagli, che gravino sulla Farnesina, sulla sua struttura e sulla sua rete diplomatica, certo non sugli italiani nel mondo. A questo punto aspettiamo con ansia che ci venga comunicato quali saranno le decisioni del ministero, visto che finora non siamo stati avvertiti né informati su nulla. Sarebbe il caso, quindi, che qualcuno del governo e del ministero si degnasse di farci sapere se sono state prese, o saranno prese, delle decisioni”.

“Credo che sarebbe il caso che noi eletti all’estero ci recassimo tutti insieme dal ministro. Non dobbiamo parlare con il sottosegretario Giro né con gli altri sottosegretari, non per mancanza di rispetto o stima nei loro confronti, ma solo perché il ministro è il referente che dobbiamo avere in relazione alla rete estera. Tra l’altro, ognuno di noi ha avuto l’occasione di incontrarlo singolarmente, quindi sarebbe il caso che ci coordinassimo per incontrarlo tutti insieme”. “Nonostante ultimamente ci troviamo di fronte a un atteggiamento poco collaborativo da parte dell’opposizione e in particolare di alcuni esponenti, mi riferisco soprattutto ad alcuni atteggiamenti in aula, è arrivato veramente il momento – conclude il deputato dem – di mettere da parte queste divergenze e unirci per ottenere un incontro che si riveli risolutivo”.

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