Italiani all’estero, “in Nord e Centro America il MAIE c’è”: L’ANALISI di Ricky Filosa

In Nord e Centro America il Movimento Associativo Italiani all’Estero conquista il quarto posto, arrivando dietro i partitoni romani ma prima di Leu, Civica Popolare, +Europa e altre due liste. Raccoglie un 8,03% di voti puliti, in Repubblica Dominicana è il primo partito e il secondo in Guatemala e a El Salvador, il terzo in Honduras. Lavoreremo di più, ci impegneremo di più. E cresceremo ancora. Non finisce di certo qui, la rivoluzione MAIE continua

Ricky Filosa, coordinatore MAIE Nord e Centro America

Leggo sui social i commenti di alcuni colleghi e di alcuni connazionali residenti in Nord e Centro America che parlano di “clamorosa sconfitta” del MAIE in quella ripartizione elettorale estera. Beh, è evidente che, pur avendo i capelli bianchi, certi signori di politica non ne capiscono un bel nulla.

Il MAIE, che si è presentato in Nord e Centro America per la prima volta, raccoglie in queste Politiche 7.579 voti, ovvero un 8,03%. Il Movimento 5 Stelle, quando nel 2013 si presentò per la prima volta in Nord e Centro America, raccolse quasi gli stessi voti (8.381) e, pur avendo tutta la potenza mediatica del mondo, ottenne “solo” il 10,25%. Questa volta hanno di fatto raddoppiato.

Noi Davide, loro Golia: ma siamo sotto appena di due punti percentuali rispetto alla prima volta dei pentastellati in Nord e Centro America.

Il MAIE Nord e Centro America non è sul podio, ma è quarto, subito dopo i partitoni romani. E comunque prima di Civica Popolare, lista del ministro della Salute Lorenzin; prima di +Europa, lista Bonino che ha avuto enorme visibilità. Prima di Leu, la lista del presidente del Senato Grasso, in Nord e Centro America formata e promossa dall’ex deputato Gino Bucchino, residente a Toronto.

Tutte queste liste, sempre presenti sui giornali e in tv, sono state sconfitte dal Movimento Associativo.

Analizzando i voti della Camera – quelli del Senato sono simili -, nella Repubblica Dominicana, dove si è lavorato molto bene negli ultimi anni, il MAIE è di gran lunga il primo partito: praticamente un elettore su due ha votato per il movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo. L’isola caraibica si conferma dunque un piccolo feudo del MAIE.

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In Guatemala, paese del Centro America nel quale il coordinamento locale del MAIE è nato appena quattro mesi fa, il Movimento Associativo è il secondo partito, 60 voti sotto la prima lista, quella di centrodestra, con all’interno ben tre partiti, Lega, Forza Italia e Fdi. Dunque in Guatemala il MAIE supera partiti blasonati, come Pd e 5stelle (rispettivamente terzo e quarto partito).

La delegazione MAIE in Guatemala insieme ad alcuni partecipanti all’incontro tenutosi a Paseo Cayalà – aprile 2017

Siamo secondi anche a El Salvador, dove conquistiamo il 18%, terzi in Honduras.

Quei 623 voti di lista (16,87%, quarto posto) raccolti in Messico e conquistati uno per uno sui social, con il mailing, con il porta a porta e il passaparola, valgono oro.

Non è lesa maestà nei confronti di nessuno dire che ci saremmo aspettati di più dagli Stati Uniti, dove il MAIE risulta solo quinto (3.607, 6,94%).

Negli Usa c’è da lavorare molto di più, va aumentata la presenza sul territorio, il lavoro deve essere quotidiano, il network del MAIE va reso più capillare e sono necessari nuovi ingressi, di persone non soltanto motivate e dinamiche, giovani e donne, ma che conoscano anche le nuove tecnologie, che abbiano voglia di dedicare tempo e forze alla politica, coordinatori che possano fare la differenza, che possano organizzare incontri, coinvolgere la comunità, lavorare per un MAIE più forte in ogni circoscrizione consolare.

Vale lo stesso per il Canada, dove in ogni caso il coordinamento MAIE è presente da poco più di sei mesi. E nonostante questo, il Movimento è riuscito a conquistare il quarto posto (1.810 voti, 5,58%), anche qui prima di Leu, +Europa, Civica Popolare e altre due liste.

“Clamorosa sconfitta”? Analisi affrettata e semplicistica, se non addirittura ingenua. Non sapete guardare al di là del vostro naso.

Roma non è stata fatta in un giorno. Lo abbiamo ripetuto anche negli ultimi mesi: il progetto del MAIE guarda ai prossimi dieci, vent’anni. Non finisce di certo qui. Le elezioni sono state soltanto una tappa del percorso, non l’obiettivo. Non siamo nati in Nord e Centro America per entrare in Parlamento, ma per risolvere i problemi della gente. Per portare avanti le battaglie giuste al fianco dei nostri connazionali. Per migliorare la qualità della loro vita quotidiana.

Andremo avanti. Continueremo a lavorare. Cresceremo ancora. Ci sforzeremo di più. Quell’8,03% è un capitale politico assai prezioso, e soprattutto – lasciatemelo dire, in era di continui riferimenti mediatici ai brogli del voto estero – è il risultato di voti puliti.

Grazie ai candidati, ai coordinatori, a chi ci ha sostenuto. Già nei prossimi giorni incontrerò il presidente del MAIE, Sen. Ricardo Merlo, per la quarta volta consecutiva l’eletto all’estero più votato al mondo, per confrontarci occhi negli occhi sul risultato elettorale e per parlare di futuro. La rivoluzione MAIE continua.

*coordinatore MAIE Nord e Centro America

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