Italiani all’estero, Movimento Insieme: intervengono i delegati – di Barbara Laurenzi

Newark – Le note di Mameli e l’inno americano. Due bandiere alle spalle per altrettanti popoli fusi in uno solo. Gli italiani d’America cercano una nuova espressione politica da inviare nel Parlamento italiano e, con il II congresso di Newark, in New Jersey, sembrano aver trovato il loro approdo felice nel movimento Insieme di Salvatore Ferrigno. Eletto all’estero nel 2006 con Forza Italia, fuoriuscito dal Pdl e ora pronto a tornare in campo, Ferrigno ha convocato tutti i suoi rappresentanti in attesa di contare i voti per il 2013.

Numerosi gli interventi per l’incontro presentato da Melo Cicala, del Comites di New York. Secondo Vito Badalamenti, da New York: "Dobbiamo cambiare il modo in cui siamo visti in Italia, farci considerare come valore aggiunto. Insieme, come il nome del movimento, cerchiamo di essere più forti e uniti". Per Tullio Circello, dalla California: "La nostra battaglia deve essere ideale, prima che materiale. Siamo un movimento politico ma non partitico. In questa riunione dobbiamo riuscire a coordinarci per le prossime elezioni, e’ finita l’epoca dei servi dei partiti, noi manderemo i nostri parlamentari a disposizione di chi sapra’ collaborare con loro".

Presente anche Salvatore Viglia, giornalista, in veste di collaboratore del movimento: "Ferrigno ha avuto il coraggio di allontanarsi da una realta’ come il Pdl, quando ha capito che non era più il luogo adatto ai suoi principi". Quintino Cianfaglione, dal Connecticut: "Creiamo al più presto un sito dove i sostenitori possano iscriversi". Per Elio Bartolotta, dall’Illinois sono stati raggiunti "importanti contatti in Canada, in questo anno siamo cresciuti molto".

Importante anche il contributo di Roberto Ruocco, dalla California: "Sono un vicenconsole onorario, ospite di questo congresso perche’ rappresento una provincia lontana e difficile, San Diego, che, nonostante la distanza, vuole partecipare attivamente al movimento – specifica Ruocco, sottolineando che – il mio intervento non e’ di natura politica. Io mi concentro sul collegamento con gli italiani che risiedono qui, applico il bisogno esecutivo del movimento che risiede nel contattare tutti i connazionali interessati, uno per uno, in maniera pratica ed efficace". Per Mario Farina, da Philadelphia: "Credo che Ferrigno possa farci recuperare il credito che abbiamo perso all’estero".

Tra i delegati anche un emigrato di nuova generazione, Massimiliano Boscaino, in Florida da otto anni: "E’ importante riacquistare la nostra identita’, tutti ci riconoscono la nostra eccellenza ma nei fatti veniamo trattati come la falange estrema, spesso lontani e rinnegati". Secondo Vincenzo Olivadese, dal Connecticut: "Dobbiamo combattere il sentimento di sfiducia nei confronti della politica, la situazione e’ gravissima e abbiano dato il paese in mano a tecnici che ancora non si sono dimostrati dei salvatori". Per Angelo Messina, dallo stato di New York: "I risultati non ci devono bastare, bisogna coinvolgere più persone". Dallo stesso stato anche Giuseppe Cirnigliano: "Bisogna implementare l’utilizzo di internet per avvicinarci agli elettori e per controllare l’operato degli eletti". Infine Luigi Patitucci, da Philadelphia: "confermo l’impegno degli italiani residenti nel mio stato".

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