Italiani all’estero, Monti a Belgrado: economia ed Europa

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, accompagnato da una folta delegazione di ministri del suo Governo è a Belgrado per uno dei primi vertici intergovernativi del suo mandato, quello con la Serbia di Boris Tadic che, con l’appoggio dell’Italia, ha appena ricevuto lo status di candidato all’Ue.
 
Con Monti ci sono i ministri degli Esteri, Giulio Terzi, dell’Interno Anna Maria Cancellieri, dello Sviluppo Economico Corrado Passera, della Difesa Gianpaolo Di Paola, degli Affari Ue Enzo Moavero Milanesi, dell’Ambiente Corrado Clini, e dell’Agricoltura Franco Braga.
 
Il rilancio dei rapporti bilaterali, ma anche e sopratutto, la conferma del convinto sostegno dell’Italia al percorso europeo di Belgrado che, dopo il via libera allo status di candidato ottenuto nell’ultimo vertice Ue della scorsa settimana, ora deve iniziare il suo percorso ed il negoziato verso l’Unione Europea, sono i due temi al centro dei colloqui.
 
L’Italia guarda a Belgrado anche per i rapporti economici strategici nell’ambito di un interscambio che già vede l’Italia (dopo Germania e Russia) terzo partner commerciale.
 
L’Italia è tra i primi investitori in Serbia, con circa 400 aziende a partecipazione "tricolore" e 20 mila dipendenti (il 2% della forza lavoro del paese), con circa 2 miliardi di capitale investito ed un giro d’affari stimato in circa 2,4 miliardi.
 
Una partnership quella con la Serbia che nel corso del vertice è stata ribadita e rafforzata. Anche con la firma di una serie di intese che vanno dalla lotta alla criminalità organizzata, il traffico illegale di stupefacenti e il terrorismo internazionale, ad un memorandum di collaborazione in materia di protezione civile.
 
E, ancora, un protocollo sullo sviluppo rurale e la qualità dell’agricoltura, passando per una cooperazione in materia di protezione ambientale nonché un memorandum d’intesa per la collaborazione informatica tra le Fiamme Gialle e la polizia fiscale serba. Oltre ad una intesa di cooperazione mirata all’integrazione di Belgrado nell’Ue che sarà firmata dal capo della diplomazia italiana, Giulio Terzi.

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