Italiani all’estero, Michele Valensise: da Berlino alla Farnesina

Diplomatico di grande esperienza, capace di cimentarsi con i dossier piu’ spinosi, europeista convinto, profondo conoscitore delle capitali dove si incrociano gli equilibri del mondo di oggi, dalla Bruxelles comunitaria alla Brasilia esponente di spicco dei Brics, fino a quella Berlino al centro delle polemiche di un’Europa nel mezzo di una grave crisi economica. Michele Valensise, attuale ambasciatore a Berlino, e’ stato nominato oggi segretario generale della Farnesina dal Consiglio dei ministri, succedendo cosi’ a Giampiero Massolo, chiamato alla guida del Dis, il Dipartimento informazione e sicurezza, struttura di coordinamento dell’intelligence.

Nato a Polistena (Reggio Calabria) il 3 aprile 1952, Valensise si è laureato in giurisprudenza all’Università ‘La Sapienza’ di Roma e e’ entrato nella carriera diplomatica nel 1975. Sposato, due figlie, parla correntemente inglese, tedesco, francese e portoghese.

Sara’ chiamato a gestire una complessa fase che deve coniugare l’austerita’ economica con la razionalizzazione della rete del ministero, avendo comunque sempre come priorita’ il rafforzamento del sistema Paese all’estero. Una sfida per affrontare la quale Valensise ha tutti i requisiti forniti da una lunga e solida esperienza in molte sedi, anche calde, del mondo e all’interno del Palazzo dove ha lavorato, tra l’altro, come capo di gabinetto e portavoce, con i ministri Lamberto Dini, Franco Frattini e Gianfranco Fini. D’altra parte, anche e soprattutto in tempi di crisi, la prospettiva della Farnesina di promuovere il sistema Paese facendo convergere diplomazia tradizionale e proiezione economica, ben integrata con le eccellenze dell’imprenditoria italiana, e’ l’unica possibile. In ogni situazione, il neo segretario generale non ama lasciar correre e parla chiaro. Come quando, nel gennaio scorso, ha scritto una dura lettera allo Spiegel dicendosi ‘stupito e contrariato’ per un articolo del giornale tedesco che attaccava l’Italia prendendo spunto dalla vicenda della nave Costa e dal comportamento del comandante Schettino. E precisando senza giri di parole che gli argomenti del pezzo erano ‘tanto offensivi nei confronti dell’Italia quanto privi di fondamento’. E se l’ambasciata d’Italia a Berlino perde un diplomatico prestigioso, la Farnesina acquista un segretario generale che – anche grazie alla sua ultima sede – sa guardare avanti e ha ben chiara l’importanza della mission della diplomazia italiana, nel momento in cui la crisi dell’euro e le difficolta’ dell’Europa devono comunque continuare a sviluppare e rafforzare il dialogo con un partner forte come la Germania.

In un intervento sul quotidiano tedesco Die Welt, nel luglio scorso, Valensise – con uno sguardo attento anche al rapporto Roma-Berlino – ha invocato un rafforzamento ‘del profilo dell’Ue sul palcoscenico internazionale’ e ha sottolineato come ‘un’Europa che parli con piu’ voci perderebbe drammaticamente di significato. Proprio in quella situazione finiremmo per trovarci se ci abbandonassimo alla stanchezza che si sta manifestando oggi in alcuni episodi’. E’ gia’ una risposta chiarissima al dibattito che infuoca l’Europa di oggi.

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