Italiani all’estero, marò in India: no alla libertà su cauzione, pronto il ricorso

I maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in carcere perche’ implicati nella morte di due pescatori al largo delle coste del Kerala, si sono presentati oggi davanti al giudice istruttore di Kollam, A.K. Gopakumar, che ha esteso per altre due settimane la loro carcerazione giudiziaria (fino al 25 maggio) e, successivamente, ha respinto una richiesta presentata dai loro legali di liberta’ su cauzione. Nella sentenza Gopakumar ha spiegato di non avere competenza per considerare la richiesta di liberta’ per imputati che devono rispondere di omicidio in base alla sezione 302 del Codice penale indiano.

Entrambe le decisioni del magistrato erano attese, ma gli avvocati hanno annunciato che dopo il week-end sara’ presentato un appello contro la bocciatura del provvedimento che permetterebbe ai due maro’ di attendere gli sviluppi dell’istruttoria in liberta’, sia pure vigilata.

Dopo l’udienza mattutina, Latorre e Girone sono rientrati nel carcere di Trivandrum, accompagnati dal console generale a Mumbai Giampaolo Cutillo che ha sottolineato gli aspetti positivi di una situazione complessivamente in movimento.

Intanto sabato 19 maggio scadranno i 90 giorni della carcerazione dei due fucilieri del San Marco e, se per quella data non ci sara’ un rinvio a giudizio, sara’ difficile per il magistrato respingere il provvedimento di liberta’ provvisoria, previsto dalla legge indiana dopo tre mesi.

Ma ancora prima potrebbero non mancare sorprese, perche’ le autorita’ del Kerala dovranno esprimersi sull’ordinanza della Corte suprema che il 9 maggio ha imposto loro di rispondere alla richiesta italiana di trasferire i due, vista la loro condizione di rappresentanti dello Stato, dalla cella a loro riservata nel carcere di Trivandrum ad una ‘guest house’, come avvenuto durante la custodia di polizia.

Inoltre il commissario Ajith Kumar, responsabile del Gruppo speciale investigativo (Sit) che ha svolto le indagini, dovrebbe consegnare al magistrato di Kollam il suo rapporto contenente gli argomenti a sostegno dell’accusa di omicidio nei confronti di Latorre e Girone. Se non lo facesse entro il 19 maggio, la liberta’ provvisoria dei maro’ sarebbe un fatto acquisito.

Ma la questione su cui veramente punta la delegazione italiana e’ quella della giurisdizione. Infatti a condizionare tutto questo, c’e’ il ricorso italiano in Corte suprema riguardante l’incostituzionalita’ di quanto svolto dalle autorita’ keralesi nei confronti della nave Enrica Lexie e dei suoi occupanti, visto che l’incidente e’ avvenuto in acque internazionali. La tesi del governo di New Delhi e di quello del Kerala e’ che il fatto che le vittime fossero indiane e si trovassero su un peschereccio indiano e’ elemento sufficiente per giustificare le misure restrittive adottate.
La prossima udienza della Corte suprema e’ stata fissata per il 26 luglio, ed allora la domanda che si fanno gli esperti e’: potranno i magistrati del Kerala portare avanti come nulla fosse questo processo prima di una risposta del massimo tribunale indiano sul nodo centrale della costituzionalita’? Sulla questione della giurisdizione tornera’ al lavoro il 20 maggio, dopo un lungo periodo di ferie, anche l’Alta Corte di Kochi, la cui attivita’ pure potrebbe pero’ essere condizionata dal ricorso italiano in esame alla Corte Suprema.

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