Italiani all’estero, Marò in India: Italia chiede all’Europa di intervenire

La richiesta di assistenza dell’Italia all’Ue nel caso dei due maro’ arrestati in India nasce dal "bisogno di far uscire la questione dalla dimensione bilaterale, per far comprendere a Nuova Delhi che il problema e’ generale". E’ quanto hanno spiegato fonti diplomatiche a Bruxelles, sottolineando ancora una volta come il caso rientri nell’ambito del rispetto del diritto internazionale e della lotta alla pirateria e non possa dunque essere trattato solo come una questione bilaterale italo-indiana.

Il caso dei due maro’ arrestati con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani "rischia di avere conseguenze per tutti i Paesi impegnati in missioni di contrasto alla pirateria, non solo l’Italia, e mette in pericolo l’utilizzo dei Vpd, Vessel protection detachment (militari a bordo delle navi con funzioni antipirateria)". Per questa ragione si e’ deciso di chiedere formalmente l’intervento dell’Unione Europea e dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton, che del resto gia’ da giorni era tenuta informata degli sviluppi della vicenda, avendone anche parlato personalmente con il premier Mario Monti a margine del vertice europeo della settimana scorsa.

Intanto, sottolineano le fonti, a Nuova Delhi sta facendo "un ottimo lavoro" il capo della delegazione Ue, l’ex sottosegretario agli Esteri portoghese, Joao Cravinho, mentre si conta molto anche sullo stretto rapporto che la Ashton ha con il consigliere per la Sicurezza nazionale indiano, Shivshankar Menon.

NESSUN COMMENTO

Comments