Italiani all’estero, marò in India e Lamolinara: Italia nell’angolo – di Laura Neri

Continua a preoccupare il caso dei due marò italiani in stato di arresto in India. Mentre i nostri militari sono dietro le sbarre, lontani da casa, a migliaia di chilometri dall’Italia, quasi abbandonati a se stessi, il dibattito politico nel nostro Paese continua.

Il governo Monti è stato molto criticato, di recente, sia per ciò che riguarda la vicenda dei marò, sia per l’uccisione dell’ostaggio italiano, Franco Lamolinara, in Nigeria, dopo un blitz delle forse nigeriane e britanniche; blitz del quale l’Italia è stata informata solo a fatto compiuto.

Senza dimenticare, inoltre, il caso di Rossella Urru, la nostra connazionali ancora nelle mani dei suoi sequestratori.

Fra i più duri nei confronti dell’attuale escutivo, la Lega Nord: Maroni ha più volte richieste le dimissioni del titolare della Farnesina.

Ma il ministro degli Esteri, Giulio Terzi Sant’Agata, respinge le critiche: per il titolare della Farnesina “diatribe” interne "sulla pelle di nostri connazionali a rischio” sono “inaccettabili”.

Dalla parte di Terzi c’è Gianfranco Fini, secondo il quale “sarebbe grave se qualcuno sfruttasse la vicenda dei due marò in India o quanto avvenuto in Nigeria per imbastire polemiche contro il governo". Per il presidente della Camera, che in passato e’ stato anche ministro degli Esteri, "e’ interesse di tutto il paese che si accerti la verità su quanto accaduto in Nigeria, sul livello di collaborazione con la gran Bretagna e che si garantisca la libertà dei nostri militari", ma "da che mondo e’ mondo sono obiettivi che si raggiungono se c’e’ il massimo dell’unita’ di un Paese, non se si dà vita a divisioni strumentali e pretestuose". 

Il braccio destro di Fini, Italo Bocchino, Vicepresidente di Futuro e Libertà, punta il dito contro Angelino Alfano, segretario PdL: “Caro Alfano, tu fai saltare il vertice dei tre segretari con Monti quando si parla di frequenze e giustizia: avrei capito se avessi detto a Monti: ‘non faccio incontri finché non convinci l’Onu a dire all’India di rilasciare i nostri marò’”.

Fatto sta che l’Italia a livello internazionale sembra non essere affatto considerata. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori PdL, invita Napolitano e Monti a chiedersi perché: “Le vicende dell’India sui nostri marò e della Nigeria, dimostrano quanto sia caduta la reputazione dell’Italia in questo momento. Purtroppo il governo Monti e altre Istituzioni non hanno il rispetto che abbiamo avuto in altri momenti. Dobbiamo farci rispettare: mi pare che il governo presenti carenze e insufficienze clamorose. Monti e Napolitano devono interrogarsi: perché il mondo non li considera?".

Da sinistra si fa sentire Nichi Vendola, leader Sel: "Bisogna chiedere alla Gran Bretagna le spiegazioni del caso, ma prima di tutto ce le aspettiamo dai servizi italiani e qualche spiegazione dovrebbe darla anche il governo: sta emergendo un discreto dilettantismo da parte delle autorità governative su questioni molto delicate come nel caso delle fibrillazioni con l’India e quello degli ostaggi uccisi in Nigeria".

E’ vero anche che la Farnesina “è ridotta in cenere”, come dichiara Margherita Boniver, inviata speciale del ministero degli Esteri nel Sahel e componente della commissione interna della Farnesina sulla spending review. "Una struttura prestigiosa e articolata", spiega Boniver, "beneficia, ormai, solo dello 0,22% del bilancio destinato alla pubblica amministrazione, mentre in Paesi come Germania e Francia si viaggia su percentuali tra lo 0,7 e lo 0,9". Proprio nell’area in cui sono stati sequestrati Urru e Mariani, la rappresentanza degli interessi italiani e’ affidata alla "sola ambasciata di Dakar, che la esercita per sette Paesi". In una circostanza "l’ambasciatore ha dovuto anticipare di propria tasca i soldi per i biglietti aerei necessari a raggiungere Bamako".
Problemi, certo, anche economici. Del resto, la crisi in Italia ha colpito duro. Tuttavia, è anche vero che non è con più quattrini che si diventa più autorevoli: l’Italia è sola per ciò che riguarda Rossella Urru, i marò in India e l’ostaggio italiano ucciso in Nigeria.

Di buono c’è che la vicenda dei marò italiani arrestati in India e’ stata al centro del dibattito tra i 27 ministri dell’Ue nella riunione informale ospitata a Copenaghen dalla Danimarca, presidente di turno dell’Unione. Il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha promesso di fare tutto il possibile per aiutare l’Italia a risolvere la spinosa questione e il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha parlato di un "netto sostegno" dei partner europei all’Italia e si e’ detto fiducioso in un’azione "attiva e in una voce autorevole della Ue anche nei confronti delle autorità indiane". Ce ne sarebbe davvero tanto bisogno.

CASO MARO’, SONDAGGIO SKY TG24: PER 88% ITALIA HA POCO PESO IN POLITICA ESTERA L’88% dei partecipanti alla domanda del giorno di Sky Tg24 ritiene che l’Italia abbia poco peso in politica estera date le vicende dei marò arrestati in India e l’ostaggio italiano ucciso in Nigeria. Il rimanente 12% dei votanti e’ invece convinto che la diplomazia italiana si muova bene.

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