Italiani all’estero, marò in India ancora dietro le sbarre

"Inaccettabile": così il governo italiano considera il principale capo d’imputazione contro i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora in carcere a Trivandum individuato nell’ipotesi di omicidio volontario.
 
La scorsa settimana, la Farnesina ha richiamato a Roma per consultazioni l’ambasciatore a New Delhi Giacomo Sanfelice, e successivamente ha convocando il capo missione indiano, Debabrata Saha. Il Sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura ha nuovamente incontrato Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nel carcere di Pujapoora, spiegando loro che "l’Italia non se ne è stata con le mani in mano in questa vicenda, e non lo sarà mai".
 
L’Ambasciatore Saha è stato convocato alla Farnesina dove il Direttore Generale per l’Asia Giandomenico Magliano gli ha trasmesso con fermezza, su istruzione del ministro Giulio Terzi, "l’inaccettabilità degli sviluppi giudiziari relativi ai marò italiani, con particolare riferimento ai capi d’imputazione". Durante il colloquio "é stato nuovamente ribadito che si tratta di organi dello Stato italiano impegnati in operazioni antipirateria i quali godono quindi di immunità, e che la normativa internazionale attribuisce chiaramente all’Italia la competenza giurisdizionale in quanto la nave italiana Enrica Lexie si trovava in acque internazionali".
 
In tutte le sedi ed in tutti gli incontri avuti nei quattro giorni della sua terza visita in India da febbraio, De Mistura ha manifestato "l’insoddisfazione" e anche "l’irritazione" per una strategia del rinvio diventata palese con la decisione da parte delle autorità di polizia e carcerarie del Kerala di rinviare di 20 giorni il trasferimento dei marò in un luogo diverso dalla prigione centrale di Trivandrum.
 
Nei colloqui con i membri della delegazione italiana, Latorre e Girone hanno confermato di considerare, a prescindere dall’iter giudiziario della vicenda, "davvero fondamentale per ragioni materiali e psicologiche" il loro trasferimento nella Borstal School di Kochi. I due marò sono stati visitati anche dall’ambasciatore Andrea Perugini, Direttore Centrale per l’Asia della Farnesina, e dal Colonnello dei carabinieri Francesco Bruzzese. Intanto i legali dei due marò, dopo i due tentativi negativi finora registrati, stanno preparando un ricorso all’Alta Corte di Kochi per la libertà su cauzione.

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