Italiani all’estero, Marino (Pd): Voto italiani nel mondo sacrosanto, ma meccanismo va rivisto

Nell’ambito della Festa del Pd a Pesaro, si è parlato anche di voto all’estero. Una discussione promossa dal dipartimento italiani nel mondo Pd, guidato da Eugenio Marino. “Riforma elettorale e voto degli italiani nel mondo: rappresentanza e politiche per gli italiani all’estero”: questo il titolo del dibattito.

Presenti al tavolo dei relatori, fra gli altri, Marco Fedi – deputato Pd eletto all’estero e residente in Australia – e Lucio Malan, senatore PdL, relatore del ddl di riforma elettorale alla Commissione Affari Costituzionali.

Marino ha esordito spiegando che negli ultimi tempi il voto degli italiani all’estero "ha subito attacchi molto gravi". Ha anche ammesso che certamente il meccanismo elettorale va rivisto, perchè “vulnerabile, come diciamo da tempo”, ed è quindi da modificare, tenendo però anche conto che il voto degli italiani all’estero "è un diritto che nessuno può mettere in discussione, salvo cambiamenti radicali della Costituzione che scindano il voto dalla cittadinanza”.
 
Per Marino il voto per posta “è una conquista da tutelare, anche attraverso necessarie modifiche, come quelle presentate dal Pd in un’unica proposta di legge presentata sia alla Camera che al Senato”. Il Pd vorrebbe “trovare con la maggioranza un’intesa per arrivare a delle modifiche che mettano in sicurezza questo voto”.

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