Italiani all’estero, Lo sguardo fiero dei nostri marò – di Calogero Grifasi

Osservate lo sguardo fiero dei nostri soldati, e poi quello cupo, verso il basso, preoccupato, del diplomatico che li accompagna verso l’inferno. Il ministro degli esteri, Giulio Terzi, ha peccato di grave incompetenza politica, i danni di questo governo tecnico ormai dilagano su tutti i fronti, sono stati consegnati i nostri ragazzi alle autorità indiane nel contesto di un incidente avvenuto in acque extra-territoriali, e adesso rischiano la pena di morte.

I due Marò del Battaglione San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il 15 febbraio scorso si trovavano a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie, in servizio antipirateria, quando hanno intercettato un’imbarcazione sospetta che si avvicinava stranamente alla nave italiana, non rispettava l’ordine d’allontanamento neanche dopo gli spari d’avvertimento, prima in aria, successivamente in acqua, come da regole d’ingaggio. Solo con estremo, circospetto ed irresponsabile ritardo, la piccola imbarcazione cambiava direzione e si allontanava.

Le autorità indiane hanno ‘invitato’ i militari italiani a presentarsi per testimoniare e la macchina diplomatica italiana ha incredibilmente e stupidamente accettato!

Nel frattempo gli indiani si sono affrettati a dichiarare la morte di due pescatori innocenti nelle proprie acque territoriali, ed a cremare i due cadaveri senza neanche provvedere ad un esame balistico.

Come si è potuta accettare una simile richiesta, senza neanche prendere le dovute precauzioni, anche in termini temporali per verificare le possibili intenzioni indiane? Il nostro governo non si è neanche disturbato a chiamare esperti e strateghi in materia per studiare il caso attentamente.

Il generale Carlo Jean sospetta che dietro l’arresto dei soldati italiani ci sia la politica interna indiana che il 18 marzo prossimo affronterà le elezioni nello stato del Kerala ed il capo del partito del congresso vede protagonista Sonia Ghandi, di origini italiane, che si oppone al partito nazionalista indù. Ovviamente, dopo l’accaduto, le manifestazioni anti-italiane in india hanno proliferato come fuoco sulla benzina.

Dov’è finito il nostro orgoglio nazionale? Basta solo pensare agli inglesi che buttarono giù i muri del carcere di Bassora con i loro carri armati per riprendersi i loro due soldati arrestati in Iraq, per sentirci indegnamente rappresentati dalle nostre più alte istituzioni. È inammissibile che due ragazzi, fieri di essere italiani, addestrati con la fatica e la passione per difendere la nostra patria, debbano pagare, probabilmente con la condanna a morte di uno stato straniero, l’incompetenza, la debolezza e la mancanza di valori d’identità nazionale, di una scadente, modesta ed inadeguata rappresentanza politica.

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