Italiani all’estero, Il Made in Italy sempre più ‘taroccato’ oltre confine

Ci risiamo: torna a suonare l’allarme per il made in Italy, in particolare per ciò che riguarda l’enogastronomia tricolore. Spuntano "tarocchi" ovunque, fra i vini, i pomodori, le mozzarelle, l’olio extravergine. E’ una carneficina. E l’Italia per ora resta – ancora – a guardare. L’ultima novità in campo di truffe ai danni del vero made in Italy, si chiama "italian sounding". Che cos’è? Lo dice il nome stesso: a prodotti non italiani si danno nomi che ricordano invece il BelPaese e la sua cucina, così da trarre in inganno il consumatore finale, che il più delle volte è impreparato e quindi si fida.

Durante ‘Italia a Tavola 2011’ – evento giunto alla sua ottava edizione -, vengono snocciolati i dati relativi al rapporto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente:  nel corso del 2010 i controlli di forze dell’ordine e istituti preposti hanno evitato che arrivassero sulle nostre tavole 36 milioni di kg e più di 18 litri di prodotti contraffatti o in cattivo stato di conservazione. Ma mentre milioni di merce contraffatta vengono bloccati, altrettanti riescono ad accedere al mercato.

Francesco Ferrante, della segreteria nazionale di Legambiente, senatore della Repubblica Italiana, spiega: "Bisogna uscire da questa paradossale impasse: da una parte l’agroalimentare è uno di quei settori su cui puntare per rilanciare lo sviluppo del nostro Paese, in particolare sulla tutela del made in Italy e della ‘buona’ Italia, dall’altra è proprio in questo settore, così delicato per la salute dei cittadini, che ogni giorno si svolge una vera e propria battaglia tra forze dell’ordine e criminali senza scrupoli". Per questo, "dobbiamo impegnarci sempre di più nella diffusione e nella promozione delle buone pratiche agricole e della etichettatura completa e trasparente".

Intanto, però, imbrogli e falsificazioni varie continuano a recare un enorme danno al made in Italy, un danno d’immagine che diventa economico, con milioni e milioni di euro sottratti all’economia dello Stivale.

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