Italiani all’estero, finiremo tutti nel Maie di Ricardo Merlo? – di Ricky Filosa

Grande evento quello organizzato una settimana fa a Buenos Aires dal Maie dell’On. Ricardo Merlo. Non un convegno politico, non un congresso, ma una festa fatta di musica e balli, di spettacolo, in cui la politica ha fatto solo da contorno. Nessun comizio vero e proprio, ma brevi interventi di saluto da parte dei vari protagonisti legati al Movimento Associativo degli Italiani all’estero, fra cui anche quello di Francesca Alderisi, popolare volto televisivo di Rai Internazionale, che negli anni, con il suo Sportello Italia, e’ riuscita a conquistare il cuore e la simpatia di moltissimi connazionali residenti oltre confine. Francesca, che ha avuto sempre un forte desiderio di fare politica attiva, e di rappresentare al meglio gli italiani nel mondo, ha scelto di entrare a far parte della squadra di Merlo alcuni mesi fa. Non ha optato nè per il PdL nè tanto meno per il Pd – non ha mai guardato a sinistra -, ma per il Maie. Le ragioni ci saranno state.

Come ci sarà un motivo se Gian Luigi Ferretti, che ha il cuore a destra da sempre, ha chiesto e ottenuto di far parte del Movimento di Merlo. Non ha scelto nè il PdL, che all’estero è completamente disorganizzato se non totalmente assente (almeno per quanto riguarda i dirigenti), e ancor meno avrebbe potuto scegliere il Pd, e la  sinistra. Futuro e Libertà? Un progetto che è fallito, con un Fini che oggi non è certo quello che abbiamo conosciuto per anni a capo del MSI e poi di An.

Vale la pena poi  ricordare che qui stiamo parlando di italiani all’estero. Meglio: di politica dedicata agli italiani nel mondo. E ormai anche i connazionali lontani dal BelPaese non ne vogliono sapere dei vecchi partiti. Partiti che, come ho cercato di spiegare in uno dei miei ultimi editoriali, hanno completamente fallito per ciò che riguarda gli italiani residenti nei cinque continenti. Sono riusciti soltanto a litigare fra loro, senza raggiungere alcun risultato concreto. Stendiamo un velo pietoso, per carità.

Il Maie non è certo l’ultima occasione di traversata nel deserto, e non è esente da critiche. Alcuni guardando al Movimento di Merlo parlano di un mix di destra e sinistra che non può portare da nessuna parte, e che è causa per se stessa di contraddizione. Nel Maie, infatti, convergono fascisti e comunisti, persone distanti fra loro per visione politica e identità di vedute. Su una cosa, però, sono tutti d’accordo: gli italiani nel mondo sono una forza, hanno moltissimo da dare all’Italia e anche attraverso di loro il BelPaese può superare la crisi che sta vivendo e che non passerà di certo nei prossimi due o tre anni. E’ questa la carta vincente del Maie: l’unità, la compattezza, la consapevolezza del fatto che italiani all’estero vuol dire soprattutto amore per la MadrePatria; e l’amore è una forza straordinaria, "che muove il Sole e l’altre stelle".

L’alleanza con Casini serve a dare una spinta in più. Un’alleanza, appunto, e non un’unione: un’alleanza che potrà rompersi in ogni momento, ha sempre sottolineato lo stesso Merlo, qualora Casini dimostrasse di non lavorare bene per gli italiani nel mondo. Ma finora il leader centrista ha sempre contribuito a far sì che gli italiani all’estero venissero tenuti in considerazione, anche in Italia, anche in questo difficile periodo in cui si parla dell’ipotesi di cancellare la Circoscrizione estero. Casini ha sempre rassicurato Merlo: non passeranno, non glielo permetteremo.

Senza contare che il leader Udc è sempre più corteggiato, a destra come a sinistra; appare a tutti come persona responsabile per la scelta di appoggiare Monti e il suo governo in questo momento difficile, e certamente è visto come credibile rappresentante di quel partito dei moderati su cui costruire il nuovo centrodestra, quello di domani.

Insomma, Merlo è da anni che si muove di qua e di là, dalle Americhe all’Australia, tiene i contatti con tutti ed è deciso a raggiungere il suo obiettivo. Quale? Portare in Parlamento gli esponenti del Maie, aspirando al numero più alto possibile. Per non dover chiedere nulla a nessuno, nè a destra nè a sinistra, e avere la forza di ottenere finalmente risultati concreti anche a Roma.

Dovrebbe forse cambiare alcuni degli obiettivi su cui puntare: continuare a parlare di assistenza e di pensioni non rende più. Ed è una presa in giro, oltre tutto, visto che l’Italia quattrini non ne ha per sè, figuriamoci per gli italiani nel mondo. Merlo faccia proprie, piuttosto, alcune delle proposte di Eugenio Sangregorio, Coordinatore del Movimento delle Libertà in Argentina: commercio, economia, sviluppo, crescita dell’Italia e dei Paesi dove sono forti e organizzate le comunità italiane. Come l’Argentina, appunto, o il Brasile. Sangregorio su questo ha saputo guardare lontano: e ci ha visto giusto.

In conclusione, non possiamo non ribadire che, a nostro avviso, il successo e l’appeal del Maie è concreto e forte anche perchè è debole quello dei grandi partiti, incapaci di lottare davvero uniti per gli italiani all’estero. Un po’ come il Movimento della Libertà di Massimo Romagnoli, che cresce perchè il PdL è fermo, e quindi va a coprire un vuoto politico fra gli italiani nel mondo che si rivedono nel centrodestra. La differenza tra le due proposte è che il MdL è espressione dei valori di una linea politica specifica che è quella dei moderati di centrodestra, il Maie non fa distinzione fra destra e sinistra, perchè il suo obiettivo è che coloro che fanno parte del suo partito lottino con tutte le proprie forze per difendere gli interessi dei connazionali. E questa è, secondo noi, una filosofia che potrebbe rivelarsi, al momento di raccogliere i frutti, un vero asso nella manica, una carta vincente per il Movimento Associativo degli italiani all’estero. Che nel 2013 ha intenzione di presentare la propria lista in tutto il mondo e non più solo in Sud America. Ci sarà da divertirsi.

ricky@italiachiamaitalia.com  Twitter @rickyfilosa

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