Italiani all’estero, FEDITALIA rinnova la fiducia a Pallaro

 L’assemblea generale della FEDITALIA, ha confermato alla presidenza del suo Direttivo il sen. Luigi Pallaro ed ha avviato una nuova tappa nella vita della Confederazione, che sarà caratterizzata dalla promozione della partecipazione dei discendenti degli emigrati italiani, nella vita politica dell’Argentina.

 L’assemblea, che si è svolta sabato scorso nella sede della Associazione Nazionale Italiana, che quest’anno compie 150 anni, ha riunito i delegati di 27 delle trenta federazioni aderite alla FEDITALIA e oltre ad aver approvato i bilanci consuntivi e le relazioni morali degli ultimi esercizi, ha eletto per acclamazione la lista di candidati al nuovo Consiglio Direttivo che era stata presentata giorni prima dell’assemblea.

 Nella sua relazione in apertura della riunione, il presidente Luigi Pallaro ha ricordato i tre anni di silenzio che aveva deciso la FEDITALIA, aspettando cosa avrebbe fatto il nuovo governo, periodo durante il quale, purtroppo, è stata cancellata tutta la politica per gli italiani all’estero che era stata costruita lungo cinquant’anni. Sono stati tagliati i fondi approvati durante il governo Prodi e perfino le assicurazioni sanitarie che erano state contrattate per assistere i connazionali indigenti, una volta scadute, non sono state rinnovate e gli anziani sono stati passati al PAMI. Ed a questo si è aggiunta la grande crisi economica e finanziaria che ha portato alla nascita del nuovo governo.
 

Di fronte a questo panorama, “abbiamo pensato che il nostro patrimonio sono le nostre associazioni”, ha detto Pallaro, ricordando la forza del nostro volontariato e che anche in Italia esso è forte e che sta lavorando per presentare candidati.
 

Pallaro ha detto che “pensavamo che con l’elezione di nostri deputati e senatori ci avrebbero ascoltati, ma non lo hanno fatto, ha detto l’ex senatore, perché il governo non ha una politica per gli italiani all’estero”.

Le associazioni italiane quindi, ha spiegato il presidente della FEDITALIA, sono utili a noi, ma possono essere utili anche ad altri, perché i servizi che esse danno, possono essere utili anche alla società argentina ed a questo che dobbiamo far sapere, perché fino ad oggi non lo abbiamo fatto sufficientemente, ma le nostre associazioni fanno parte del tessuto argentino. “Dobbiamo far capire alla società argentina che il nostro ruolo non è solo poco più che folcloristico; facciamo e possiamo fare molto di più, e questa è una delle missioni che ci poniamo.
 

Con la ripartenza, continueremo a partecipare alle elezioni italiane, ha detto Pallaro, anche se ho l’impressione che coglieranno l’occasione delle riforme per cancellare il nostro voto.
“Se siamo qua – ha detto Pallaro – è perché sentiamo passione per quel che facciamo. Crediamo in quel che facciamo e abbiamo fatto tante cose”.
Quindi – ha proseguito Pallaro – le nostre associazioni hanno un ruolo importante in Argentina e i nostri giovani possono averlo nella politica di questo paese. Solo loro possono essere i nostri ambasciatori nella politica argentina. Ecco perché abbiamo deciso di ripartire con FEDITALIA.

Le nostre associazioni non si trasformeranno in partiti politici, ha precisato il presidente Pallaro, ma invoglieremo i nostri giovani a partecipare, perché la politica a l’essenza della società. Non bisogna rinunciare ad esserci nei posti dove si decide e dove si traccia il futuro.

Le nostre associazioni – ha detto ancora Pallaro – devono essere non solo un omaggio al passato, ma qualcosa di più utile alla società. Il nostro ruolo non si limita a riunirci per ricordare, ma a anche quello di pensare come costruire un futuro migliore, perché quando ce ne andiamo dobbiamo lasciare qualcosa di più di quanto abbiamo trovato. Se non riusciamo a invogliare i giovani a partecipare nella politica, sarà molto difficile conservare le nostre associazioni come le conosciamo oggi, ha detto il presidente del-la FEDITALIA, dando il via al terzo punto all’odg che prevedeva la lettura e approvazione del bilancio consuntivo e quindi l’atto elettorale. Come è stato detto, visto che c’era una sola lista, che era stata presentata dalla Federazione dei Circoli Giuliani, che è stata letta, si è deciso la sua approvazione per acclamazione.

Parlando dopo la nuova elezione, Pallaro è tornato sulla questione dei giovani, sottolineando che nella nuova tappa che inizia, riaffermando la nuova missione della FEDITALIA di promuovere la partecipazione dei discendenti nella politica argentina.

Sono seguiti poi vari interventi dei delegati presenti. Alfonso Grassi ha chiesto un rilancio del sito web, ma soprattutto ha chiesto a “certi parlamentari” che i Comites, il Cgie e i parlamentari eletti all’estero sono state conquiste frutto del lavoro svolto dall’allora Comitato Unitario degli Italiani, invitando quindi a ricuperare, insieme alla memoria, i posti lasciati vuoti.
 

Francisco Nardelli ha invitato a far circolare le informazioni. Angela Genovese ha detto che per far funzionare le istituzioni ci vogliono anche soldi, per cui ha invitato ad essere puntuali nel pagamento delle quote sociali da parte delle federazioni. Antonio Turtora ha detto che alcune associazioni partecipano a titolo consultivo, per cui bisognerebbe riformare lo statuto. Pina Mainieri ha ricordato che la FEDITALIA è una confederazione di federazioni, per cui non possono aderire singole associazioni, ma solo le federazioni, altrimenti si rischia di rompere la struttura di rappresentanza dell’associazionismo. Cesare Meridda ha invitato a impegnarsi nel lavoro perché i tempi stringono. Irma Rizzuti ha lamentato l’assenza, quest’anno di Feditalia e Fediba a Buenos Aires celebra Italia, ricordando che anche altre collettività straniere stanno cercando collegamenti con la politica argentina.
 

Chiudendo l’assemblea generale, il rieletto presidente della FEDITALIA, ha sottolineato ancora che le associazioni italiane sono un capitale dell’Argentina e quindi l’Argentina deve avere interesse a curarlo, dato che siamo capaci di costruire ponti tra l’Italia e questo paese. (Tribuna Italiana)

 

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