Italiani all’estero, Farina (Pd) a Strasburgo: 25 Aprile per rinnovare ideali di giustizia e libertà

“La resistenza come l’atto fondante della  democrazia italiana. Difenderne la memoria per guardare al futuro con l’ottimismo della volontà di chi sa di essere portatore di valori grandi e universali, è  un nostro inalienabile diritto e dovere. Siamo tutti eredi di quella drammatica e gloriosa vicenda a cui dobbiamo molto della nostra crescita umana e civile. La resistenza è stata un messaggio di amore a fratellanza, la lotta di uomini e donne che riscattarono il Tricolore immolando se stessi al grido della libertà. Non guerra civile,  come certa storiografia revisionista vorrebbe farci credere. Al contrario, lotta di popolo contro l’orda nazista scesa dal nord a occupare la nazione dopo l’otto settembre del ‘43 e i suoi servi fascisti immiseriti ai compiti più odiosi e volgari. Lotta di eroi malgrado loro, di uomini e donne il cui unico odio era verso la guerra e verso quelli che l’avevano perseguita con messaggi di dominio e odio razziale". Così Gianni Farina, deputato Pd eletto nella ripartizione estera Europa e residente in Svizzera, durante il suo intervento a Strasburgo per ricordare il 25 Aprile. 

Per Farina "c’è bisogno di memoria per ristabilire il valore del lavoro, di una vera giustizia che colpisca i rei di quelle morti bianche di cui è seminata la storia dell’Italia e della nostra emigrazione sino ai nostri giorni. C’è bisogno di memoria per tramandare la drammatica epopea di Marcinelle, di Mattmark, di Monongha, di Augues Mortes alle fangousse Marsigliesi, ove perirono decine di lavoratori italiani caduti nel corso di  una tragica guerra tra i poveri e delle tante  vittime sconosciute dell’amianto, come sui cantieri e nelle fabbriche. C’è bisogno di memoria per costruire un’ Italia  che rinsaldi l’unità della nazione, combattendo gli egoismi e le divisioni fratricide. C’è bisogno di memoria per perseguire la pari dignità tra i diversi che è il valore fondante su cui costruire un rapporto convivente  con la nuova immigrazione. Una memoria  chiamata libertà, giustizia, solidarietà, pace".

 

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