Italiani all’estero, Ermanno Filosa (PdL) a ItaliaChiamaItalia: Comites e Cgie vanno riformati, così non servono

“Condivido la posizione di Vincenzo Arcobelli sugli eletti all’estero: non sembra che facciano molto per gli italiani che risiedono nel mondo. In particolare il PdL, qui nel Nord e Centro America, è assente da quattro anni e mezzo”. Così Ermanno Filosa, colonna del centrodestra nel Centro America e Caraibi, commenta la recente intervista ad Arcobelli pubblicata nei giorni scorsi su ItaliaChiamaItalia.

Filosa, presidente degli Azzurri nel Mondo di Repubblica Dominicana e Caraibi, a colloquio con Italiachiamaitalia.it sottolinea: "Ricordo che nei Caraibi alle scorse elezioni il PdL aveva ottenuto un grande successo, con il 65% dei consensi. Oggi, molti di coloro che hanno votato PdL mi dicono chiaramente che non lo voteranno più. Sono molto scoraggiati, perché il PdL non ha elaborato una politica di supporto e di intervento per gli italiani all’estero”.

Cosa c’è che non va nel PdL nel Mondo?

“E’ una situazione molto complessa. Di fatto non abbiamo un responsabile mondiale del PdL: avevamo un senatore argentino che dice di essersi dimesso e di non fare più parte di questo organismo; anzi, avrebbe pure fondato un nuovo partito. Non c’è un programma, non vi sono iniziative da parte della sede centrale, ciascuno è abbandonato al proprio senso di iniziativa personale, di volontariato; alla fine, dopo tanto aspettare e pazientare, la gente è stanca. E’ molto più attivo sul territorio il Partito Democratico, o altre forze, ma il PdL – dispiace dirlo, ma è così – non dà segni di vita”.

Dunque, questa inefficienza del PdL dipende anche dal fatto che il partito all’estero non abbia un coordinatore a livello mondiale?

“Certamente, dipende anche dall’assenza di un coordinatore mondiale. Un coordinatore mondiale presente lancia iniziative, coinvolge la struttura a livello internazionale, dà slancio e fiato alla dirigenza periferica. Oggi invece, con la situazione che viviamo, la dirigenza periferica si sente abbandonata,  non compresa e quindi trascurata. Il PdL sta commettendo un grosso errore per quanto riguarda la politica degli italiani nel mondo. Ha delle difficoltà, il momento è delicato, d’accordo, ma dobbiamo ammettere che se non cambiano molte cose il PdL non potrà avere un successo elettorale all’estero”.

C’è chi dice che avere un coordinatore mondiale non sia in realtà così importante…

“Chi dice che non è importante avere un coordinatore mondiale è una persona che sta al di fuori della visione politica corretta, perché è come parlare di un pesce senza testa e un pesce senza testa rimane paralizzato, fermo, morto, e alla deriva”.

Mentre il PdL nel Mondo sembra, appunto, “fermo e alla deriva”, osserviamo che altre forze politiche si danno molto da fare. Per esempio il Movimento delle Libertà di Massimo Romagnoli…

“Il Movimento delle Libertà svolge un ruolo importantissimo. Si vede benissimo una presenza sul territorio di Massimo Romagnoli, che fa riunioni e incontri in tutta Europa e non solo, attraverso i suoi responsabili fino in Australia e in Argentina. Il MdL copre certamente un vuoto del PdL e di fatto il Movimento delle Libertà dà un poco di entusiasmo alla militanza locale che si riconosce in quel movimento, perché c’è un rapporto corale, un rapporto di volontà di fare qualcosa insieme, non ci si sente soli e a Romagnoli bisogna dare atto che svolge un ruolo importantissimo; tutti noi dobbiamo essergli grati per questa sua attività. Dà soddisfazione ai dirigenti periferici. Il suo impegno e il suo attivismo comunque ripagheranno lui, i suoi uomini e il suo movimento”.

Molto attivo è anche il Maie di Ricardo Merlo…

“Il Maie è molto presente e attivo in tutta l’America del Sud. Noto che si sta muovendo anche in Australia, in Nord America e in Europa. Sono convinto che raccoglierà dei buoni frutti. Dimostra di essere presente e di coinvolgere gli italiani nel mondo, cosa che non fa il PdL. Forse, anzi certamente, l’assenza del PdL nel mondo favorisce forze politiche come quella di Romagnoli o di Merlo, aggregazioni di uomini, fantasie ed entusiasmo per raggiungere obiettivi che alla fine saranno certamente apprezzati”.

E Fini, con il suo Futuro e Libertà?

“Fini si è mosso, ma poco. Il Fli è presente all’estero, ma non a livello del Movimento delle Libertà né del Maie. Futuro e Libertà fa un tentativo che sarà difficile realizzare con la stessa fecondità di obiettivi degli altri due movimenti. Ma c’è senz’altro anche lì la buona volontà, i fatti ci diranno quali saranno i risultati”.

Intanto il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo cresce anche fra gli italiani nel mondo. Alle prossime elezioni vincerà l’anti-politica?

“In primo luogo Grillo, con la sua anti-politica, evidenzia un sintomo, non una malattia. Bisogna fare buona politica e quando si fa la buona politica l’anti-politica scompare, perché non ha motivo di esistere. Certo, attualmente lo scenario dei partiti è disastroso. Guardate cos’è successo alla Lega, coinvolta in una tempesta di scandali senza fine. Gli altri partiti annaspano. Se tutto lo schieramento politico ha dovuto nominare un governo tecnico per andare avanti, in pratica ha manifestato la propria incapacità. Grillo raccoglie la protesta che esiste fra i cittadini. E siccome all’estero c’è un vuoto di iniziativa politica essenziale, a parte MdL e Maie, a parte il Pd che pure si muove bene, Grillo copre questo vuoto. Viene richiamato, invocato, molti dicono che alle prossime elezioni voteranno il Movimento 5 Stelle. E’ chiaro allora che Grillo ormai non rappresenta tanto l’anti-politica, quanto un’abile tattica di raccolta-dati che denuncia gli aspetti deteriori delle vicende politiche. Lui ha spazio perché esiste la cattiva politica, che nutre un uomo come Grillo e il suo movimento”.

Tu sei anche presidente del Comites di Santo Domingo: questi benedetti Comites, servono veramente agli italiani all’estero?

“I Comites sono a livello teorico un organismo importante, per dare dignità e tutela agli italiani all’estero. Una forma di aggregazione positiva, ma così come sono concepiti, di fatto senza alcun potere, sono diventati incapaci di azione. E’ un errore fare le elezioni adesso, durante il 2012, senza prevedere prima la riforma dei Comites, che a mio avviso è essenziale. Vuol dire dare loro maggiori poteri, per esempio dare la possibilità di collaborare nella preparazione degli elenchi Aire, che dovrebbero essere sistemati dagli addetti del Consolato; gli elenchi Aire sono trascurati proprio perchè questi ultimi svolgono funzioni consolari e non hanno il tempo necessario per occuparsene. I Comites sono strutture che hanno bisogno di una profonda riforma. Così come sono, sono inutili e fare le elezioni dei Comites senza prima averli riformati è un errore”.

E il Consiglio Generale degli Italiani all’estero?

“Per il Cgie vale lo stesso discorso. Deve essere riformato anche quello. Dovrebbe avere dei poteri più marcati, più forti. Non mi pare che il Cgie abbia dei poteri molto incisivi, se non quello di fare qualche riunione e discutere dei problemi senza avere la capacità di svolgere un ruolo incisivo e deciso. Bisogna anche qui dare poteri diretti al Cgie, altrimenti siamo sempre nella fase del parliamoci addosso e basta”.

Qualcuno però dice che con la presenza in Parlamento degli eletti all’estero ormai il Cgie sia inutile, superato. Che ne pensi?

“Siccome gli eletti all’estero fanno ben poco, di fatto non si vedono, non hanno il contatto con il territorio anche perché la varie ripartizioni estere sono vastissime, forse il Cgie non sarebbe così inutile. Ma il vero problema è che non ha poteri diretti, come i Comites, che sono solo una chimerica illusione di poter risolvere i problemi senza in realtà affrontarli. Così ci troviamo di fronte a tre organismi che mostrano un momento fallimentare della rappresentanza degli italiani all’estero. Ma l’Italia vive drammi di carattere economico, così come tutta l’Europa, non so quindi se ha il tempo e la voglia di dedicarsi a queste cose…”.

E il governo Monti?

“A mio avviso il governo guidato da Mario Monti può risolvere alcuni problemi del Paese. Deve arrivare fino al 2013, ha il sostegno della stragrande maggioranza del Parlamento, quindi può affrontare i problemi anche strutturali. Certo, la crisi è grave e i provvedimenti che deve adottare sono duri, soprattutto a livello impositivo, per quanto riguarda le famiglie italiane, ma negli anni passati abbiamo speso più di quanto potevamo e adesso il debito pubblico è forte e bisogna prendere provvedimenti. Sono convinto che nel 2013, dopo le elezioni, finalmente l’Italia potrà avviarsi verso un momento nuovo, la recessione dovrebbe essere già sulla strada della risoluzione, e dovremmo trovarci di fronte a un’Italia in crescita e competitiva. Questo è il mio auspicio”.

Però il governo Monti, a parte alcune dichiarazioni iniziali, sembra essersi dimenticato degli italiani nel mondo…

“Ci credo, con tutto quello che deve affrontare, come può pensare alla riforma del Comites, del Cgie, della Circoscrizione estero? E’ veramente incredibile che noi ci facciamo illusioni in questo senso. Con questo non lo giustifico. Non e’ bello che dalle belle parole iniziali dedicate agli italiani nel mondo poi non abbia fatto più niente. Ma ormai, mi sento di dire, noi italiani all’estero di fronte alle strade lastricate di buone intenzioni siamo vaccinati”.

In conclusione, torniamo al PdL, croce e delizia di ItaliaChiamaItalia. Se potessi avere di fronte il segretario Angelino Alfano, che cosa gli diresti?

“Al segretario Alfano chiederei di nominare immediatamente un coordinatore per gli italiani nel mondo, dandogli poteri, strumenti e mezzi per organizzare e dare un senso politico alla presenza del PdL, che riporti fiducia e nuova dignità al partito fra gli italiani all’estero. Questo chiederei ad Alfano. Non si può stare con un coordinatore che dice che non è coordinatore, che dice di non far parte del PdL, che ha fondato un nuovo partito… Siamo veramente al di fuori di ogni tematica di carattere politico. E’ forse immaginabile un partito senza segretario o senza coordinatore? La stessa cosa vale per gli italiani all’estero, per il PdL nel Mondo. Non è immaginabile un PdL nel Mondo senza un coordinatore. Ma ormai alle elezioni politiche manca davvero poco, questi mesi che ci separano dalla primavera del 2013 voleranno. A livello elettorale così come stanno le cose, mi dispiace ripeterlo, il PdL all’estero si troverà in grande difficoltà. E’ stato fermo per 4 anni e mezzo, in questi pochi mesi cosa mai potrà recuperare?".

ricky@italiachiamaitalia.com

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