Italiani all’estero e Rai Internazionale, Daniele Renzoni si autocensura – di Mimmo Porpiglia

“No, non mando in onda nessun servizio dove compaio io….": Daniele Renzoni, direttore di Rai International – o Internazionale, come voi volete chiamarla – è stato chiarissimo. Niente riprese né servizi sul dibattito che intelligentemente Eugenio Marino, responsabile del Pd Estero, ha organizzato, chiamando a raccolta a Firenze, in occasione della Festa Democratica nazionale dell’informazione, alcuni politici ed esperti del mondo della comunicazione e dell’emigrazione italiana, “per fare un punto su quale futuro spetti a Rai International”, ha spiegato. “E’ una mia regola – ha insistito Renzoni – quando ci sono io, niente telecamere….”. Non vorremmo contraddire il collega Renzoni, ma quando per esempio La giostra del gol è stata diciamo “invitata” a New York, con un codazzo di addetti e non ai lavori, egli, il Direttore, è comparso….. Ha ringraziato, ha parlato, ha promesso, insomma ha “comunicato”…mentre il pubblico, che le cronache hanno precisato "selezionatissimo", applaudiva a più non posso. E allora? Vogliamo mandare in onda solo programmi e trasmissioni dove nessuno critica Rai International?

Ma non è stato proprio Renzoni nel corso della tavola rotonda ad ammettere con grande serenità che “Sì, è tutto da rifare….”? Allora perché non mandare in onda come ha fatto Radio Radicale e tutta la stampa di emigrazione gli interventi della tavola rotonda di Firenze? In questa pagina ne diamo conto, ed aggiungiamo alle giuste lagnanze sciorinate nel corso del dibattito il problema Montevideo. Perché è stata chiusa la sede Rai? Perché si priva tutto il continente latino-americano di una voce, anzi dell’unica voce italiana che tra parentesi costava pochissimo? Perchè nessuno, tra dirigenti e direttori Rai ha mai risposto a questa sacrosanta domanda? Sì, è vero, durante tutta la tavola rotonda il povero Renzoni ha dovuto incassare solo critiche, e certo non è stato facile per lui stare seduto su un palco ad ascoltare un mondo di lamentele. Le solite lamentele: basta con le fiction, l’isola dei famosi, i programmi degli anni ’60, insulsi, vuoti, e le canzonette, sempre le stesse, con una informazione quasi sempre di parte? Perchè non mandare in rete tanti bei programmi Rai??? Ma lo sanno Renzoni e compagni – è stato il refrain più ricorrente – che gli italiani nel mondo e quelli dell’America Latina in particolare non guardano piú RAI International per via di un palinsesto assolutamente "inguardabile" dove si vedono soltanto alcuni TG e qualcosa di sport. Non ci sono programmi che parlano delle comunitá, dell’interscambio fra gli italiani di tutto il mondo. Si dà prioritá al Nordamerica dove risiede la metá degli italiani che vivono in Argentina!!! E per quanto riguarda La Giostra dei Gol, sulla quale RAI International investe la metá del palinsesto, praticamente non la vede più nessuno, dato che altri canali sportivi trasmettono le stesse partite in HD. E veniamo ai palinsesti, croce e delizia della nostra comunita’ italiana nel mondo: le programmazioni per i connazionali fuori dal continente europeo: bene, l’unico canale di collegamento con la patria, è oggi un canale non sempre all’altezza di assicurare pluralismo di informazione, intrattenimento e programmi di qualità. Occorre ”Piu’ Italia nel mondo, piu’ Italia dal mondo”, il meglio della produzione televisiva italiana; fare in modo che Rai International porti in Italia quanto di meglio l’Italia nel mondo produce, ramificando la sua presenza nelle grandi aree e creando una rete di collegamento con i giornalisti presenti sul territorio; mandare in onda i telegiornali in orari compatibili per assicurare il pluralismo d’informazione. Ma purtroppo le cose non cambieranno finché l’azienda Rai, nel suo complesso, non assumerà il capitolo Rai International come un capitolo centrale da considerarsi come un canale alla stregua di Rai 1, Rai 2 e Rai 3, in cui investire risorse e progetti.

Parliamoci chiaro, però, non basta certo cambiare direttore e vicedirettori per migliorare le cose. Ma Renzoni sapeva a cosa andava incontro quando ha accettato la direzione di Rai International. Sapeva che comunque e dovunque la si giri era ed è una "rogna". Pochi giornalisti, quasi nessun "inviato", pochi soldi per mettere su programmi "in casa", quasi nessun ritorno di immagine, e allora, vorremmo chiedere al direttore di Rai International:”Ma chi te lo fa fare???".

*direttore di Gente d’Italia

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