Italiani all’estero e Medio Oriente, Chiti alla Knesset: Contrari ad armi nucleari Iran

E’ iniziato oggi il viaggio in Medio oriente del vice presidente Vannino Chiti, che, in rappresentanza del Senato della Repubblica, guida una delegazione che si rechera’ a Gerusalemme, Betlemme e Ramallah per una serie di incontri con rappresentanti politici locali, esponenti religiosi e della societa’ civile. Questa mattina, dopo una visita alla Basilica della Nativita’ di Betlemme e alla Knesset, Chiti ha incontrato a Gerusalemme la vice presidente del Parlamento israeliano Orly Levi-Abekasis.

Nell’incontro si sono sottolineati i rapporti di amicizia tra i due paesi. La vice presidente della Knesset ha espresso soddisfazione per il contributo e il sostegno dato dall’Italia alla liberazione del militare israeliano Gilad Shalit. ‘L’Italia – ha sottolineato Chiti – tiene al consolidamento dei gia’ ottimi rapporti del nostro Paese con Israele ed e’ impegnata a far valere il diritto di Israele, garantito anche dalla comunita’ internazionale, a esistere in piena sicurezza a fianco di uno stato palestinese’. Nell’incontro si sono affrontati anche i temi all’ordine del giorno nello scacchiere internazionale come la Primavera Araba e la questione iraniana. Per quanto riguarda l’Iran, si e’ espressa contrarieta’ alla dotazione da parte di quel paese di armi nucleari che rappresenterebbero un pericolo, non solo per Israele, ma per la stabilita’ e la pace di tutto il Medio Oriente.

Entrambi i rappresentanti dei due Paesi guardano con attenzione e interesse alle potenzialita’ e speranze di democrazia, soprattutto per le nuove generazioni, insite nel sorgere della Primavera Araba e agli sviluppi del fenomeno, non nascondendosi il rischio che forze estremiste possano inquinare quella che – ha affermato Chiti – ‘e’ stata una bellissima e democratica rivolta di giovani in nome dei diritti’. Nel pomeriggio dopo una breve visita al Santo Sepolcro, alle 17.00, presso il convento di San Salvatore, il vice presidente del Senato presentera’ il suo libro ‘Religioni e politica nel mondo globale. Le ragioni di un dialogo’.

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