Italiani all’estero, è l’Imu la grande questione: chiamatela, se volete, iniquità

Su questo tema stupisce il silenzio del PdL, che ha fatto dell’esenzione Ici sulla prima casa la sua bandiera; anche oggi, anche sulla tassa 2012, più onerosa e più indigeribile con la crisi in atto, Alfano si erge in patria a difesa della famiglia e del suo baluardo più rappresentativo. Ma non per gli italiani all’estero, evidentemente considerati di serie B o alla stregua dei ricchi proprietari di più immobili.

L’Imu è la vera grande questione che riguarda in questi giorni i tanti italiani sparsi per il mondo. Il governo Monti, infatti, sempre più deciso a fare cassa solo tassando, ha deciso di considerare come seconda casa la abitazione posseduta nello Stivale dai nostri connazionali residenti oltre confine.

Gino Bucchino, deputato del Pd eletto nel Nord e Centro America, ha presentato un emendamento al Decreto fiscale che prevede l’equiparazione della casa posseduta in Italia dagli italiani residenti all’estero all’abitazione principale degli italiani residenti in Italia. Se l’emendamento fosse accolto si applicherebbe alla casa in Italia degli italiani non residenti, ai fini dell’IMU, l’aliquota più bassa dello 0,4% e non quella dello 0,76%; inoltre sarebbe prevista la detrazione di base pari a 200 euro.

Ci auguriamo di cuore che l’emendamento di Bucchino possa essere accolto. Non è stato accolto, purtroppo, in Senato, quello del Sen. Claudio Micheloni, anche lui del Partito Democratico, eletto nella ripartizione estera Europa e residente in Svizzera, che proponeva la stessa cosa che propone Bucchino. Così Micheloni ha deciso di non votare la fiducia all’esecutivo.

Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà eletto nella ripartizione estera Europa, nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione, insieme al collega Roberto Menia, diretta al ministro dell’Economia, Mario Monti, nella quale chiedeva di "riconoscere anche agli immobili, non locati e ubicati in Italia di proprietà dei connazionali residenti oltre confine, le detrazioni sull’IMU di cui al comma 10 dell’articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011". Si attende ancora la risposta del governo.

Intanto Di Biagio oggi ha annunciato che in Commissione finanze il Governo ha dato parere favorevole all’emendamento a firma sua e di Merlo sul riconoscimento dell’immobile posseduto in Italia dai cittadini i residenti all’estero come abitazione principale al fine di poter avere le opportune agevolazioni su un’imposta certamente non facile da sostenere. Vedremo.

Insomma, alcuni eletti all’estero hanno capito l’urgenza del problema, che rischia di gravare ulteriormente sulle tasche di chi dall’estero continua a voler mantenere legami affettivi con il nostro Paese. Tuttavia, anche in questo caso i 18 parlamentari che a Roma rappresentano gli italiani nel mondo non sono riusciti a muoversi insieme, compatti, per ottenere di più. E in tutto questo, spaventa il silenzio dei deputati e dei senatori PdL eletti oltre confine: da parte loro, non una sola iniziativa per cercare di evitare questa mannaia agli italiani all’estero. Eppure questo sì che è un problema che tocca milioni di connazionali in tutto il mondo, altro che Comites, Cgie, IIC e carrozzoni vari.

E’ anche vero, e dispiace moltissimo, che ormai al silenzio del PdL su tutto ciò che riguarda gli italiani nel mondo, ci siamo abituati. E intanto gli italiani all’estero, se non cambia qualcosa, dovranno sborsare fior di quattrini per la casa che hanno in Italia, disabitata, non affittata, per la quale già pagano Tarsu e altre imposte. Chiamatela, se volete, iniquità.

Twitter @italiachiama

NESSUN COMMENTO

Comments