Italiani all’estero e Libia, Una proposta per Alfano – di Roberto Pepe

Ci dispiace dirlo, perché lo facciamo da osservatori imparziali e certo non ostili preconcettualmente all’operato del Premier, ma quando proponemmo a Berlusconi di non cadere nel solito tranello francese, quando Sarkozy, drogato di Grandeur megalomane,  volle attaccare militarmente la Libia, sarebbe stato bene che avesse ascoltato il monito di ItaliaChiamaItalia. E quando, una volta invischiata nel conflitto anche l’ONU, che approvò una spedizione militare contro il Rais, proponemmo allo stesso Berlusconi di partire, senza informare nessuno, alla volta di Tripoli, cercando una via d’uscita per Gheddafi e quindi una soluzione pacifica a quel conflitto che non vede la fine, sarebbe stato mille volte meglio che avesse ascoltato le nostre chiare e ripetute suppliche. Ne avrebbe guadagnato il mondo intero; ne avrebbe guadagnato l’Italia che avrebbe confermato quel ruolo mediatore che ci spetta, stante la posizione strategico-politica che abbiamo nel Mediterraneo; ne avrebbe guadagnato in primis lo stesso Berlusconi, che avrebbe assunto quel ruolo di Statista internazionale, anziché essere famoso – grazie ai calunniatori autolesionisti – per il Bunga Bunga.

Basta ricordare l’affare Sigonella, fermamente diretto da Craxi, che seppe opporsi con posizioni dure e categoriche al tentativo di intromissione militare statunitense – diretto dallo stesso Presidente Reagan – nei nostri confini, proprio contro nostri velivoli militari, nel tentativo di far rapire e dirottare negli USA quattro terroristi arrestati dalle nostre strutture militari.

Quell’azione, certo, molto complicata e discussa, dimostrò che pur essendo leali alleati, l’Italia non era (e non è) succube moralmente e politicamente di nessun altro Stato, avendo pari dignità di discernimento e decisionale dei cosiddetti nostri “amici”.

Ecco perché, visto che lo stesso Alfano ha richiesto personalmente e direttamente al popolo italiano suggerimenti politici, ci permettiamo di rivolgere a lui, nel momento di prendere un’alta responsabilità politica in seno al PdL, di farsi parte promotrice e – ripetiamo – senza ascoltare invidiose voci interne ed estere, prenda l’aereo e si rechi a Tripoli da Gheddafi. Vedrà che lo ascolterà e… torni vincitore con un patto di Pace! Siamo sicuri che ci riuscirà.

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