Italiani all’estero e IMU, Ancora discriminazioni contro gli emigrati

Il Comites di Norimberga chiede che all’IMU previsto per gli immobili posseduti in Italia dagli italiani all’estero venga applicato almeno lo stesso trattamento previsto per gli immobili posseduti dai cittadini residenti in Italia. Il decreto “Salva Italia” fatto dal nuovo governo Monti introduce la nuova “Imposta Municipale Unica (IMU)” la quale prevede che sugli immobili posseduti in Italia dagli italiani residenti all’estero, la nuova IMU venga applicata come quella prevista per gli immobili diversi dall’abitazione principale (seconda casa), in pratica il 7,6 per mille anziché il 4 per mille, cioè bisognerà pagare quasi il doppio dei residenti in Italia. 

"Tale misura – spiega Giovanni Ardizzone, Presidente del Com.It.Es. di Norimberga – la troviamo ingiusta e punitiva nei confronti di tutti quei cittadini all’estero che a seguito di tanti anni di lavoro e sacrificio hanno investito i loro risparmi in Italia per costruire la casa dove passare le vacanze e magari trascorrere poi l’eventuale vecchiaia. L’emigrazione è stata negli anni una grande risorsa che ha dato e può ancora dare un importante contributo all’economia del nostro Paese. Con tali misure non si favorisce certamente l’investimento di capitale "estero" in Italia. D’altra parte, visti gli effetti della crisi e delle ristrettezze in cui versano tanti italiani residenti all’estero e tenendo conto dell’esosità di una tale misura, si costringerebbero tanti italiani a rivedere l’opportunità e la possibilità di poter continuare ad investire o a mantenere i propri immobili in Italia, considerato anche il loro parziale utilizzo. Non possiamo e non dobbiamo accettare e subire passivamente tali misure discriminatorie e penalizzanti. Il Comites di Norimberga rivolge un appello a tutto il mondo dell’Associazionismo italiano all’estero, ai patronati, ai Comites, all’Intercomites, al C.G.I.E., e a tutti gli italiani all’estero a dare sfogo e far sentire il loro disappunto e confida che tutti gli Onorevoli e i Senatori, specialmente quelli eletti nella circoscrizione estero, facciano presente questa problematica nelle opportune sedi istituzionali in modo che si provveda a correggere questa ulteriore discriminazione".

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