Italiani all’estero e Cgie: ‘Dobbiamo resistere’

Alla Farnesina seconda giornata dell’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero. Diversi gli interventi da parte dei consiglieri. Fra questi, oltre a quelli che abbiamo già riportato, quello di Primo Siena, secondo il quale dagli interventi di oggi è emersa la "necessità di organo come il Cgie", ma la proposta di legge ora in Parlamento tende a "diminuire la rappresentatività degli italiani all’estero". I Comites mantengono i "rapporti con le comunità degli italiani con il passaporto italiano, ma non con quella degli oriundi composta in grande maggioranza i nostri giovani". "Il Cgie – ha detto ancora Siena – deve farsi interprete di quest’altra Italia, richiamarla alle origini e mobilitarla".
 
Intervenuto anche Michele Schiavone, consigliere Cgie e rappresentanto del Pd in Svizzera: "Non è accettabile che ogni qual volta in Italia si parli di tagli, i primi ad essere penalizzati siano gli italiani all’estero. Tutto ciò non deve più accadere, perché non siamo più disposti ad accettarlo. È per questo che chiediamo che quantomeno venga presa una decisione comune su come operare sui tagli ai capitoli che riguardano i nostri emigrati".

Norberto Lombardi è "preoccupato di fronte alla prospettiva di ulteriori tagli. E la cosa che mi preoccupa di più è che noi non facciamo altro che prenderne atto e decidere quali sedi chiudere e quali corsi sopprimere. È per questo che dobbiamo aprire il capitolo di una riflessione innovativa per capire, a prescindere dalle decisioni del governo, come mettere in piedi forme organizzative autonome". "Da un po’ di tempo – ha sottolineato Lombardi – sto pensando che quanto accaduto negli Usa con la raccolta fondi che ha consentito la conservazione dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole, non sia solo un modello ma rappresenti esattamente ciò che forse si dovrebbe mettere in atto sempre".

Anche Mariano Gazzola ha voluto dire la sua: secondo il giovane italo-argentino, esponente del Maie di Ricardo Merlo, "l’appello del segretario generale Elio Carozza è stato accolto". "Un appello che condivido: abbiamo il dovere di resistere e di trovare le modalità per difendere i diritti degli italiani all’estero, affermando quei diritti come l’accesso alla conoscenza della lingua, il diritto salute, la tutela del lavoro italiano all’estero". "Siamo pronti a innovare – ha concluso – e a costruire il futuro".

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