Italiani all’estero, discriminati dal regolamento IMU – di Bruno Mariani

Mi sento discriminato nella mia italianità per come è stato applicato nei miei confronti il regolamento IMU nel mio comune di residenza A.I.R.E in Italia.

Possedendo in detto comune una prima casa, per il solo fatto di risiedere all’estero ho dovuto pagare per essa l’IMU calcolata con l’aliquota prevista per la seconda casa. La differenza è di circa mille Euro. L’applicazione di tale regolamento è in netto contrasto con quanto previsto dalle seguenti direttive dell’Unione Europea:

– 2000/43/UE
-2000/78/UE
-2002/73/UE
-2004/113/UE

Ho pagato quanto richiestomi facendo però presente che per quanto concerne la differenza totale tra l’importo IMU previsto per la prima casa e quello previsto per la seconda casa mi riservo esplicitamente la verifica giudiziale presso la competente Corte dell’UE. Invito tutti gli italiani che si trovino nella mia medesima situazione ad effettuare il pagamento con la riserva della verifica giudiziale perché altrimenti non potranno far valere successivamente il loro diritto al rimborso.

Chiedo se potete pubblicare questa mia email allo scopo di entrare in contatto con altri italiani che, trovandosi nella mia medesima situazione, siano disposti ad unirsi a me con l’intento di promuovere un’azione legale contro lo Stato Italiano presso la Corte Suprema dell’UE.

La prima casa che un italiano residente all’estero possiede nell’ambito del territorio italiano deve comunque essere trattata fiscalmente come tale.
Ogni altro trattamento è fortemente discriminatorio, lesivo del diritto all’italianità e marcatamente anticostituzionale perché cioè che è uguale deve essere trattato nel medesimo modo.

Nel caso che non riceva altre adesioni da parte di italiani A.I.R.E. intenterò la causa da solo. Spero comunque di non essere l’unico italiano che si sente offeso nel suo diritto all’italianità e che pretende di non essere discriminato per il salo fatto di risiedere all’estero.

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