Italiani all’estero, di cosa ha paura Fabio Porta (Pd)? – di Mariano Gazzola

Non posso che manifestare la mia delusione dopo aver letto le dichiarazioni dell’On. Fabio Porta intervistato da Barbara Laurenzi di ItaliaChiamaItalia qualche giorno fa. Sinceramente, mi aspettavo che l’On. Porta cogliesse questa occasione per parlare del consolidamento del suo partito in Sudamerica, invece si è limitato a criticare ciò che fa Merlo e il MAIE.

Il MAIE è nato come un movimento creato e costruito dagli italiani all’estero: fin dalle sue origini è autonomo e indipendente dai partiti politici “italiani”, e continuerà ad esserlo sempre, dimostrandolo per l’ennesima volta alle prossime elezioni politiche quando, e non solo in Sudamerica,  tornerà a presentarsi “solo” con il proprio simbolo.

Certo, capisco che questa cosa sia difficile da comprendere per chi, come Porta, è abituato a candidarsi alle elezioni, sotto l’ombrello protettore di un leader ‘italiano’, che garantisce una base di voti, di cui egli personalmente non dispone. Ma non voler riconoscere che il MAIE abbia una “propria e autonoma” struttura, operante non solo in Sudamerica, ma anche in Australia, Africa,  Nord America, cioè un’‘identità’ che stiamo costruendo da ormai 5 anni, è segno o di incapacità, o di malafede, oppure di paura.

Io non voglio dubitare della buona fede di Fabio Porta, non sarebbe giusto. Né della sua capacità di comprendere che cosa siano le alleanze politiche e del fatto che esse non comportino necessariamente la perdita dell’identità degli alleati. Allora comincio a credere che si tratti solo di paura. Ma cosa teme?

Fabio Porta ci assicura che non teme la “convention” che Merlo sta organizzando in Sudamerica. Noi parliamo italiano, non inglese, ma se per ‘convention’ l’on. Porta intende la “manifestazione” che si terrà il prossimo 27 maggio a Buenos Aires, forse ha ragione a non temerla perché essa sarà come sempre una manifestazione esclusivamente MAIE. E anche se Merlo nelle due ultime elezioni ha ottenuto ben oltre 35.000 preferenze, ciò non è stato un ostacolo all’elezione dell’on. Porta e non dovrebbe esserlo nel 2013.

Allora che cosa teme Fabio Porta? Non si sa. Credo che sbagli quando fa questo tipo di dichiarazioni. Sbaglia avversario. Forse teme che possa esserci un altro candidato nella sua lista, che possa superare le sue preferenze? O forse teme che, volendo stravincere, il MAIE candidi nelle sue liste qualche esponente di spicco capace di portare con sé qualche migliaio di voti, che – teoricamente – potrebbero essere i suoi? Alla fine, saranno i risultati elettorali di aprile dell’anno venturo a parlare. La democrazia, come sempre, finisce per mettere tutto in ordine e rimettere ciascuno al proprio posto. 

Mariano Gazzola*
*Presidente MAIE – Argentina

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