Italiani all’estero, Di Biagio (Fli): Verdini ha provato a comprarmi con 1 milione e mezzo di euro, ho detto no

Aldo Di Biagio, deputato eletto nella ripartizione estera Europa con il PdL e poi passato a Futuro e Libertà, con un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano riapre con prepotenza il tema relativo alla "compravendita" dei parlamentari. I fatti narrati dal finiano risalgono allo scorso dicembre, in occasione del voto di fiducia al governo, quando da parte del partito di Silvio Berlusconi sarebbero stati messi in campo diversi tentativi – stando ad alcune testimonianze – per far tornare sui propri passi diversi deputati ex PdL.

Di Biagio, a distanza di 10 mesi, racconta al fatto alcuni episodi. Ma prima spiega: "Se Fini non fosse stato cacciato e non fosse nato Fli me ne sarei andato nel Gruppo misto, non ne potevo più di vedere ruberie di ogni tipo, nani e ballerine come figurine telecomandate, scene indecenti”. A Di Biagio sarebbe stato offerto 1 milione e mezzo di euro attraverso Finmeccanica. Già, è proprio il deputato futurista a dirlo. Ma lui, animo nobile, non ci sta: "Mi dispiace – dice a chi gli ha offerto quei soldi – ma la mattina voglio continuare a guardarmi allo specchio per trovarci proprio quella persona coerente e seria che sono”. Secondo l’eletto all’estero quella persona "non aveva fatto altro che eseguire il mandato ricevuto da Verdini, queste sono le loro regole vergognose, o le accetti o sei fuori. Capisco che di questi tempi possa sembrare retorico – si sfoga ancora Di Biagio con il Fatto Quotidiano -, ma tornare a casa e sentirmi dire da mia figlia più grande che ha 18 anni: sono fiera di te, è stata una gioia enorme che questi qui non proveranno mai”.

Perché l’onorevole con un passato nel mondo dei patronati non si è rivolto alla magistratura? "Non credo sia stato un caso che la proposta mi sia stata fatta nel corridoio! Comunque il peso
della mia parola è sufficiente a provare il ‘reato’ politico”.

Sul Fatto viene anche raccontato l’episodio che questa volta vede protagonista Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Maie. Verdini ci avrebbe "provato" anche con lui: il coordinatore PdL sarebbe andato nell’appartamento romano del deputato eletto nella ripartizione estera Sud America per offrirgli una poltrona da viceministro agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo. Merlo ha detto no. “Io posso fare accordi sulla base di un progetto politico, ma un obiettivo non si può raggiungere a qualunque prezzo altrimenti perde di valore. Noi siamo contro la corruzione, contro quelli che fanno politica non per la gente, ma per se stessi”, dichiara Ricardo, che aggiunge: "E poi io non ho bisogno di soldi". Oggi, "ci siamo resi conto che questo governo non fa il bene del Paese e degli italiani all’estero perché non si può prescindere da onestà, trasparenza e credibilità. Berlusconi è ancora qui, ma è già passato. É tempo di costruire il futuro”.

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