Italiani all’estero, Di Biagio (Fli): ‘L’Italia deve sapere che cosa sta accadendo in Parlamento’ – di Barbara Laurenzi

Roma – Lo racconta alla stampa, ma dalla magistratura andra’ solo se convocato. Il finiano Aldo Di Biagio, deputato ex Pdl eletto nella circoscrizione estero – ripartizione Europa -, ricorda molto bene quella volta in cui i vertici del Pdl cercarono di corromperlo e, a distanza di un anno, ha deciso di raccontare la vicenda pubblicamente, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano di mercoledì 19 ottobre, per "testimoniare che i rappresentanti politici non sono tutti uguali".

“Un milione e mezzo di euro da Finmeccanica”. Non deve essere stato facile rinunciare a questa offerta. Per quale motivo, On. Di Biagio, ha atteso un anno prima di raccontare la proposta di Verdini?

"Non ho atteso un anno, avevo gia’ denunciato determinati comportamenti in molte altre occasioni, anche attraverso l’invio di comunicati stampa sull’argomento".

Le parole contenute nei suoi comunicati, pero’, non sono paragonabili con quanto ha raccontato al Fatto, dove parla di un episodio molto grave…

"Ho agito in considerazione del periodo che l’Italia sta attraversando, con l’opinione pubblica scossa da un forte sentimento di antipolitica. Ho rilasciato questa intervista con un preciso intento: dimostrare che non siamo tutti uguali. Esiste ancora qualcuno che non è comprabile, qualcuno che crede nella politica come bene comune".

Qualcuno come lei?

"L’unico intento delle mie dichiarazioni era evidenziare quale sia la realtà dei fatti e che cosa stia accadendo in Parlamento. L’ho fatto con crudezza e senza diplomazia perche’ il fenomeno di cui ho parlato, purtroppo, riguarda tutti, non solo il singolo parlamentare che riceve questo tipo di proposta".

Secondo le opposizioni, i parlamentari disposti a sostenere il governo in cambio di una poltrona sarebbero molti. La facilità nel tradire il proprio partito è dovuta all’impreparazione di queste persone che, senza l’appoggio di Berlusconi, ricadrebbero nell’anonimato?

"Esistono molte motivazioni, tra le quali anche la fragilità umana. Chi sta cercando di comprare deputati e senatori possiede un’elevata capacità di indagine nelle storie personali, vanno a scavare nel passato di ognuno di noi per carpirne problemi e lati oscuri. Personalmente non ho scheletri nell’armadio né nulla da nascondere, quindi mi posso permettere di rispondere no".

Lei ha parlato di fatti molto gravi, relativi al presunto tentativo di ottenere il suo appoggio in cambio di soldi pubblici. Non andrà a denunciare tutto questo alla magistratura?

 "Lo farò se la magistratura mi chiamerà. Nell’intervista ho solamente riferito delle parole che mi sono state dette, ma non si tratta di fatti concreti né di prove".

Dopo la denuncia, gli ex-colleghi del Pdl hanno cambiato atteggiamento nei suoi confronti?

"Non so se l’atteggiamento sia cambiato e la questione non mi interessa. Faccio politica per passione e per il bene del Paese. L’unico obiettivo che mi anima consiste nel cercare di promuovere azioni utili all’Italia e, per questo motivo, non sento l’esigenza di tornare necessariamente in Parlamento una volta terminata questa legislatura. Quello che conta, per me, è sentirmi a posto con la coscienza".

Vista la lucidità con la quale ha analizzato la compravendita dei parlamentari, può fornirci una lettura altrettanto schietta sulla tenuta del governo? La maggioranza durerà ancora a lungo?

"No, al contrario ritengo che durerà molto poco poiché non credo che esistano le condizioni per mantenere in vita questa legislatura. Ormai stiamo in Aula senza poter fare nulla di concreto e costruttivo e sono convinto che la caduta di questo governo rappresenterebbe una svolta positiva per il Paese".

Riuscirete a cambiare la legge elettorale prima di andare al voto?

 "Noi di Futuro e Libertà vorremmo modificare la legge elettorale ma, purtroppo, ho la sensazione che questo governo ci condurrà appositamente alle elezioni prima di poterla cambiare".

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