Italiani all’estero, Di Biagio (Fli) interroga Frattini su diffusione lingua italiana nel mondo

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro degli Affari Esteri
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Al Ministro dell’Istruzione

Per sapere – premesso che:

La lingua italiana, patrimonio storico e culturale del Paese e straordinario veicolo di diffusione dell’arte e dell’ingegno del popolo italiano, il cui utilizzo e diffusione rischiano di essere compromessi in Svizzera, dove tral’altra è una delle lingue ufficiali, in virtù di discutibili iniziative politico-amministrative;

dopo San Gallo, anche il  Consiglio di Stato del canton Obvaldo abolirà l’italiano come opzione specifica dalla Kantonschule Obwalden di Sarnen;
 
Contro questa decisione è stata lanciata una raccolta di firme, promossa dall’Associazione svizzera dei professori di italiano, il gruppo "Italiano a scuola", la Pro Grigioni italiano e il Dipartimento educazione, cultura e sport del Ticino;

un’ indagine elvetica sulla vitalità dell’italiano testimonia che, nel canton Osvaldo, ogni anno sono mediamente 10 gli allievi che scelgono lo studio di questa lingua: un numero affatto esiguo nonché superiore a quello di cantoni vicini;

non bisogna dimenticare che la comunità italiana in Svizzera, con circa 500.000 cittadini italiani tra residenti e lavoratori pendolari, tra cui molti frontalieri, rappresenta in assoluto la principale comunità italiana all’estero;

il forte legame tra Italia e Svizzera ha radici consolidate e interessa tutti gli ambiti della vita dei due Paesi, dal versante economico commerciale alla cooperazione transfrontaliera, dalla cultura all’ambito energetico;

la progressiva cancellazione della lingua italiana, da sempre elemento di arricchimento individuale e collettivo, mette in evidenza un palese rischio di marginalizzazione e oblio dello straordinario patrimonio culturale di cui il nostro Paese è indiscusso portatore;

di fronte al rischio evidenziato, è necessaria, a parere dell’interrogante, un’intensa attività di promozione da parte delle istituzioni italiane, il cui carente intervento rende piuttosto manifesto un latente disinteresse, testimoniato anche dalla cospicua opera di chiusura degli istituti italiani di cultura su tutta la rete estera;

proprio il disinteresse delle istituzioni italiane potrebbe essere un fattore di agevolazione per la cancellazione dell’italiano dalle scuole elvetiche;
 
è da notare che la Costituzione federale e la legge sulle lingue nazionali elvetiche tracciano una linea diametralmente opposta sulle questioni culturali e linguistiche, evidenziando la necessità di arricchire la diversità culturale e linguistica e promuovere la mutua conoscenza  tra le regioni del Paese, anche al fine di consentire una opportuna coesione nazionale:

se non ritengano opportuno, nell’ambito delle proprie competenze, avviare le opportune iniziative, anche a livello diplomatico, per scongiurare la cancellazione dell’italiano da lingua ufficiale d’insegnamento nelle scuole pubbliche elvetiche;

quali progetti di cooperazione  e promozione culturale siano attualmente attivi tra l’Italia e la Confederazione Elvetica e come si intende valorizzarli alla luce di quanto tracciato in premessa;

quali iniziative intendano avviare  per promuovere la diffusione della lingua  e cultura italiana all’estero, segnatamente nella Federazione Elvetica alla quale ci lega una profonda contiguità geografico-culturale.

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