Italiani all’estero, Di Biagio (Fli): Cgil difenda diritti, non faccia la casta

“Sui diritti sindacali al Mae abbiamo assistito ad una chiara metamorfosi del ruolo di uno dei principali sindacati italiani, da strenuo paladino dell’art. 18 in Italia a sabotatore del diritto alle RSU oltre confine”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, Fli in una nota in merito alla posizione della Cgil nei confronti della legge sui diritti sindacali. “Poi si mettono anche le tesi fantapolitiche del Coordinamento Esteri della CGIL – spiega – secondo cui, con i diritti sindacali ai contrattisti, il Mae “ha svelato il disegno della nuova Farnesina all’Estero”, accusando il Ministero di connivenza con parlamentari e certi sindacati e additando tagli e presunto “annichilimento del lavoro pubblico” che si celerebbe dietro l’approvazione di questa legge”.

“Sorge legittimo il dubbio che questa legge sia solo una scusa per i nostri autorevoli sindacalisti per gettare un po’ di fango sul Mae – sottolinea – ben consapevoli del fatto che il Ministro Terzi non entrando nel merito della legge, ha ribadito la doverosa quanto legittima sovranità del Parlamento. E l’equilibrio istituzionale del Mae mal concilia con la teoria del complotto goffamente sostenuta dalla Cgil, dal quale, in quanto referente storico della tutela del lavoro, non è accettabile una divagazione di questo tipo”. Di Biagio conclude: “la Cgil ha il dovere di ribadire pubblicamente la sua posizione sul riconoscimento dei diritti sindacali ai lavoratori dell’amministrazione, se non lo fa dimostra ancora una volta di aver perso il suo nobile e originario smalto, piegata sotto la corazza di una grigia casta sociale”.

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