Italiani all’estero, Cooperazione italiana in Libia per assistenza feriti

Italia e Libia continuano sulla strada della cooperazione. L’impegno del nostro Paese a favore della popolazione libica è costante. La Libia, vittima del conflitto interno, va aiutata e l’Italia non si tira indietro. E così la direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina, su istruzioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha organizzato una nuova operazione umanitaria, l’undicesima dall’inizio delle ostilità, per il trasferimento di 25 feriti libici in Italia. Un’operazione che nasce a seguito degli impegni che il titolare della Farnesina ha assunto a New York, in occasione del suo incontro con il premier libico a margine dei lavori dell’assemblea generale dell’Onu.

I feriti verranno curati presso il policlinico Gemelli e l’American hospital. Due giorni fa, un’altra operazione italiana ha visto il trasferimento di altri pazienti all’ospedale San Camillo Forlanini. La cooperazione dal punto di vista dell’assistenza alla popolazione colpita dalla guerra non si ferma qui: il trasferimento di feriti proseguira’ anche la settimana prossima con nuovi voli, decisi a seguito della situazione sul campo rilevata dalla Cooperazione italiana.

Gli ospedali libici sono in piena emergenza sanitaria. E’ impossibile per quelle strutture fare fronte alla drastica situazione che sta vivendo il Paese: il numero di feriti è troppo alto e gli ospedali non riescono a gestire tutti i casi con la necessaria urgenza e tempestività. Non solo: le medicine cominciano a scarseggiare, il personale è sottoposto a un carico pesantissimo di lavoro. La situazione quindi è sempre più complicata. Per questo l’Italia ha deciso di continuare nella sua assistenza alla popolazione libica colpita dalla guerra.

Oltre alla cooperazione dal punto di vista sanitario, lo Stivale continua ad essere impegnato nel rafforzamento delle capacita’ istituzionali, nella promozione della ripresa economica e nel recupero dei beni archeologici e culturali, parte fondamentale dell’identita’ del Paese. Tutto questo per poter consentire alla Libia di riprendere prima possibile il percorso verso la normalità. Guerra permettendo.

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