Italiani all’estero, congresso MAIE Belgio: italiani nel mondo una priorità

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Sabato 1 dicembre a Bruxelles è iniziata la serie di Congressi Nazionali del MAIE annunciati in occasione del Congresso europeo di Verona. 5 ore di intenso lavoro, in un clima sereno, sono letteralmente volate tanto che le interessanti discussioni sono poi continuate, senza soluzione di continuità, a cena ed anche dopo. Esponenti di associazioni, ex minatori, imprenditori, ex Alpini, donne, giovani, provenienti da ogni parte del Belgio, sono stati concordi nell’affermare di avere partecipato ad un evento molto diverso dalle solite riunioni di partito.

In realtà si è discusso molto di italiani all’estero, delle loro specificità, delle varie problematiche e di possibili realizzazioni. Senza minimamente nominare nè tantomeno criticare concorrenti politici. E nominando le prossime elezioni solo en passant, quando il Coordinatore europeo, Gian Luigi Ferretti, ha stato spiegato che per il MAIE non sono che una tappa – pur importante – sul suo cammino.

Davvero una ben strana riunione di italiani all’estero dove nessuno tira fuori pettegolezzi e cattiverie e dove nessuno parla di liste, candidati e roba del genere.

Sono stati Giordano Gardelli, Coordinatore MAIE Belgio, e Donata Robiolio Bose, Relazioni con l’Unione Europea, a fare gli onori di casa. Insieme a Ferretti hanno spiegato come è nato il MAIE, quali siano i suoi punti programmatici ed i suoi obiettivi.

Hanno portato il loro saluto l’Arch. Luigi Billè, Coordinatore MAIE Gran Bretagna, e Pierluigi Bruno, Coordinatore MAIE Ticino. Tutti gli altri Dirigenti hanno inviato auguri di buon lavoro.

Le decisioni prese sono state:

l’approvazione dei Punti Programmatici elaborati al Congresso europeo;

la convalida della nomina dell’Arch. Giordano Gardelli a Coordinatore per il Benelux;

la convalida delle nomine del Coordinatore MAIE Paesi Bassi, Ciro Cozzuto, e dei Coordinatori locali in Belgio:

Vincenzo Esposito per Anversa

Filippo Savona per Liegi

Fra le tante relazioni, la più toccante è stata senza dubbio quella di Benito Innocente, che fu minatore e capogruppo di una squadra di salvataggio che portò in superficie tanti morti quel tragico 8 agosto 1956 a Marcinelle.

A questo riuscitissimo Congresso seguiranno ora man mano quelli a Ginevra, Parigi, Stoccarda, Lugano, Barcellona e Londra.

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