Italiani all’estero, Cinema italiano in Svizzera

Anche quest’anno l’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo propone, in collaborazione con Cinélibre, l’associazione svizzera dei circoli del cinema e dei cinema senza scopo di lucro, con l’associazione romana Made in Italy e con il patronato dell’Ambasciata d’Italia in Svizzera, la rassegna "Cinema Italiano", un ciclo di film italiani in prima visione in Svizzera.

La tournée avrà luogo dal 25 settembre al 30 dicembre, con date diversificate per ogni città, nei seguenti cinema: al Neues Kino di Basilea, al Cinématte di Berna, al Filmpodium di Biel, al Kino Apollo/Kino Center di Coira, a Frauenfeld presso il Cinema Luna, a Ilanz al Cinema Sil Plaz, allo Stattkino di Lucerna, al Kino im Uferbau di Soletta, al Kinok Cinema di San Gallo, a Winterthur presso il Filmfoyer e a Zurigo al Filmpodium.
 
L’inaugurazione della rassegna avrà luogo a Lucerna e a Berna rispettivamente il 25 e 26 settembre, con la proiezione del film "Fortapàsc" (2009) di Marco Risi, alla presenza del regista.
 
La pellicola, interpretata da Libero De Rienzo, Valentina Lodovini e Michele Riondino, racconta la storia vera del giornalista Giancarlo Siani che, a 26 anni appena compiuti, è stato ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, colpevole solo di voler fare il suo mestiere con professionalità e rigore.
 
Questi gli altri film in programma.
 
"Generazione mille euro" (2009) di Massimo Venier, con Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Francesco Mandelli e Paolo Villaggio. Il film parla della vita del trentenne Matteo, brillante matematico di belle speranze, che dopo la laurea si è trasformata in una sequela di delusioni. Ha un lavoro precario, con cui a stento riesce a pagare l’affitto di una casa e anche la sua fidanzata sembra non volerne più sapere di lui. L’arrivo di una nuova coinquilina, Beatrice, e l’incontro con Angelica, dirigente del settore marketing nell’ufficio in cui lavora, segnano delle svolte decisive nella sua esistenza.
 
"Mar nero" (2009) di Federico Bondi, con Ilaria Occhini, Dorotheea Petre, Corso Salani e Vladimir Ivanov, racconta di Gemma, una donna anziana rimasta vedova. Ad aiutarla c’è la badante Angela, una ragazza rumena. Le due donne diventano ben presto molto legate e tra loro si forma una solida amicizia. Un giorno, però, Angela viene informata che suo marito è scomparso. La ragazza vorrebbe tornare in Romania per scoprire cosa è successo, ma Gemma non vuole rimanere sola ancora una volta. Le due donne decidono quindi di partire insieme.
 
"Questione di cuore" è il titolo della pellicola di Francesca Archibugi (2009), con Kim Rossi Stuart, Antonio Albanese, Micaela Ramazzotti e Paolo Villaggio. Alberto, uno sceneggiatore di successo, bravo e un po’ matto, e Angelo, un giovane meccanico, sono entrambi vittime di un grave attacco cardiaco e vengono ricoverati in ospedale la stessa notte. I due, ricoverati nella stessa stanza, nonostante la gravità della situazione, riescono a mantenere alto il morale. Una volta dimessi, Alberto e Angelo hanno una nuova visione della vita e sentono di essere diventati indispensabili l’uno per l’altro. Così Alberto, che è separato dalla moglie, si trasferisce a casa di Angelo, che invece ad attenderlo ha la moglie Rossana e i figli Perla e Airton. In realtà, Angelo sente di non essere fuori pericolo e cerca segretamente di lasciare ciò che ha di più caro alle cure di quello che ormai è diventato il suo migliore amico.
 
Ne "L’uomo nero" (2009) Sergio Rubini è regista ed insieme attore, affiancato da Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni e Margherita Buy. Gabriele Rossetti torna in Puglia per dare l’estremo saluto a suo padre Ernesto, ex capostazione della ferrovia locale, con qualche frustrato talento per la pittura. Sarà in quell’occasione che Gabriele rievocherà la sua infanzia, trascorsa tra le incomprensioni con il padre, la dolcezza severa della madre Franca e la fascinazione per lo zio Pinuccio, arrivando finalmente a comprendere i veri sentimenti del padre Ernesto.
 
Cinque film di registi di diverse fasce generazionali (il più anziano tocca i sessanta anni, il più giovane i trentasei): voci diverse, temi differenti, prospettive anche fra loro lontane, ma un comune impegno nel dare un ritratto serio e rigoroso, realistico e non evasivo, dell’Italia e degli italiani d’oggi. (aise)

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