Italiani all’estero, Chiudere ambasciate italiane per garantire assistenza indigenti

Pochi minuti fa – scrive Gente d’Italia, il quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia – e’ giunta in redazione una nota del consolato d’Italia a Montevideo. Una nota che non avremmo voluto mai leggere. Ma che ci aspettavamo. Una nota triste, che dovrebbe far accapponare la pelle a tutti. Non solo in Uruguay. Un annuncio che qui a Montevideo potrebbe far passare in secondo piano anche il cordoglio per la morte di Mirko Tremaglia, il vero padre degli italiani all’estero. Poche, stringate parole, ma scritte – si capisce – con la morte nel cuore…

Dal primo gennaio, cioe’ da ieri, il consolato d’Italia a Montevideo non potra’ piu’ sopperire alla copertura sanitaria per gli indigenti italiani che vivono nel Paese. "I fondi destinati all’assistenza degli italiani all’estero a disposizione di questo Consolato per l’anno 2012 non sono sufficienti per rinnovare l’accordo di assistenza sanitaria della quale erano beneficiari più di cento connazionali bisognosi….". La console Frigo scrive di essere "gravemente preoccupata per dover sospendere prestazioni sinora erogate" ed è "spiacente di comunicare che dal 1 gennaio 2012 i predetti connazionali non godranno più dell’assistenza sanitaria integrale fornita da ente mutualistico a carico di questa rappresentanza…".

Cari lettori, siamo in giro per il mondo da circa mezzo secolo, e ne abbiamo lette di "note" del genere. Scritte in forma diversa pero’. Il piu’ delle volte erano comunicati asettici, del tipo " da oggi il consolato non potra’ piu’ corrispondere…". Non appariva quasi mai la "grave preoccupazione" e l’”essere dispiaciuti di comunicare…”. Quanta umanita’ in queste poche righe, ma anche quanta tristezza. Umanita’ e tristezza, pero’ servono ben poco in questi casi…

Che succedera’ ora? Chi si incarichera’ di questi poveri nostri connazionali? E’ solo l’inizio dei tagli previsti dalla crisi? Ci saranno altre note? Diminuiranno impiegati? Occorrera’ piu’ tempo per un rinnovo di passaporto? Si’, d’accordo c’e’ la crisi, in Italia e in Europa, anzi, nel mondo, ma come spiegarlo a quei poveri anziani?

Tagli, tasse, e ancora tasse e tagli… L’Italia e’ in recessione. Al Mae, con la nuova gestione-Terzi stanno facendo i salti mortali per assicurare i servizi dovuti agli italiani nel mondo, per lasciare aperti i consolati che stavano per chiudere, per non dimenticare definitivamente coloro i quali hanno dovuto lasciare la propria terra per cercare il lavoro, un futuro. Vorremmo poter suggerire al neo ministro Terzi di cominciare anche un’indagine tra le sedi diplomatiche degli italiani nel mondo. E vorremmo consigliare l’ambasciatore Terzi di voler considerare anche la chiusura di qualche ambasciata "di sola rappresentanza" per rinforzare invece i consolati, vero fulcro dell’italianita’. Non sembri un’eresia: gli ambasciatori italiani hanno sempre brillato, per competenza,
preparazione, umanita’, degni proseliti del grande Machiavelli. Ma se la borse stringe, se nemmeno un briciolo di assistenza sanitaria possiamo dare a qualche centinaio di indigenti, allora i sacrifici devono essere per tutti. Decisioni dolorose ma inevitabili.  Chiudere qualche ambasciata di “sola rappresentanza”, quindi, e mettere in vendita qualche “residenza” per non chiudere consolati e sedi consolari necessarie per agevolare i lavori e la vita dei nostri connazionali, per poter dare un minimo di appoggio a chi sta male e non puo’ curarsi.

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