Italiani all’estero, Camera dice sì a mozioni su voto italiani nel mondo

Via libera dell’aula di Montecitorio alle mozioni, presentate da tutti gli schieramenti, riguardanti le procedure per il voto degli italiani all’estero, alla luce delle vicende delle ultime consultazioni referendarie. Le mozioni impegnano tra l’altro l’esecutivo a "presentare nelle competenti sedi parlamentari un’attendibile documentazione dell’andamento del voto all’estero nelle ultime consultazioni referendarie, comparandola con quello degli ultimi appuntamenti elettorali"; ad assumere "in tempi rapidi iniziative normative volte a modificare la disciplina del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero al fine di approdare ad un testo di riforma, completo ed esaustivo, tale da rendere maggiormente trasparente un istituto partecipativo costituzionalmente sancito" ed ad "attivare presso le sedi competenti le indagini necessarie per verificare e approfondire quanto accaduto in occasione delle ultime consultazioni politiche e referendarie". 

"E’ in gioco una questione decisiva legata alla rappresentanza politica di cui governo e parlamento devono assumersi al responsabilità, soprattutto nei confronti degli italiani all’estero che hanno sempre meno voglia di partecipare alle consultazioni elettorali nei loro paesi d’origine" ha dichiarato in Aula il presidente della Commissione Esteri Stefano Stefani (Ln) spiegando che "uno dei problemi più eclatanti è l’individuazione del corpo elettorale estero che il ministero dell’Interno ha ultimamente calcolato in circa 3.300mila elettori. In realtà – ha continuato il parlamentare leghista – la discrepanza tra le banche dati dell’Interno e della Farnesina rimane rilevante, ne consegue l’esigenza ormai innegabile che l’iscrizione alle liste elettorali della circoscrizione estero sia subordinata ad una manifestazione di volontà dell’elettore esplicita presso le autorità consolari. Se un elettore che ne ha il diritto non manifesta questa volontà significa che non vuole votare e questo è l’unico modo per garantire la trasparenza del voto". Stefani ha anche proposto in Aula la "sperimentazione del voto informatico per corrispondenza".

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