Italiani all’estero, Buongiorno Italia! – di Eugenio Marino

Buongiorno Italia. Berlusconi si è dimesso da Presidente del Consiglio e inizia una nuova alba della politica italiana. Non possiamo certo sapere quanto durerà il Governo Monti e che futuro ci aspetta. Ma alcune cose sul recente passato e sul berlusconismo possiamo scriverle.

Nel 1994 Berlusconi si è presentato agli italiani per scongiurare il pericolo comunista e promettendo un “nuovo miracolo economico”, una maggiore efficienza dell’apparato dello Stato, un generale abbassamento delle tasse, la costruzione di grandi opere e infrastrutture e un ruolo di primo piano dell’Italia negli scenari internazionali. Le stesse promesse ripetute nel 2001, nel 2006 e nel 2008. Oggi il suo bilancio (e per suo tramite quello del Paese che ha governato per 8 anni negli ultimi 10) è completamente fallimentare su tutti i fronti. Viviamo una crisi economica senza precedenti, frutto del fallimento delle politiche della Destra a livello mondiale e alla quale l’Italia berlusconiana non ha saputo reagire come hanno fatto altri paesi e che soffre più degli altri per uscire dal pantano.

L’apparato dello Stato non ha visto nessun aumento di efficienza, anzi i servizi sono peggiorati, tutti. La pressione fiscale (le famose tasse) sono arrivate al livello più alto mai raggiunto in Italia da nessun Governo. Di grandi opere e infrastrutture importanti non se ne sono viste (nemmeno il famigerato ponte di Messina) e l’immagine internazionale del Paese (rappresentato da Berlusconi) è a pezzi: basti pensare alle bruttissime risate di Merkel e Sarkozy, che tra l’altro sono colleghi di Berlusconi all’interno del Partito Popolare Europeo, quindi suoi alleati di centrodestra in Europa e non pericolosi avversari alla Martin Schulz (l’europarlamentare a cui Berlusconi diede del kapò, tanto per ricordare qualche “bella” figura internazionale).

Quanto alla barzelletta del “pericolo comunista” che Berlusconi voleva scongiurare nel ’94 e che paventa a ogni piè sospinto, occorre sottolineare con forza la fortuna che oggi tutti riconoscono nell’avere a Capo dello Stato, in un ruolo determinante a trascinarci fuori dal Vietnam economico e istituzionale, Giorgio Napolitano: un ex comunista diventato Presidente della Repubblica con i voti del solo centrosinistra e contro il volere della destra che oggi lo ritiene unanimemente (insieme alla stragrande maggioranza degli italiani) il baluardo della democrazia. E gli stessi partner internazionali (da Obama agli stessi Merkel e Sarkozy), in questo periodo di scarsa credibilità del Governo, hanno palesato la loro fiducia in Napolitano e si sono più volte relazionati con lui e non con Berlusconi.

Per questi motivi, dunque, per questo fallimento politico (e sottolineo politico e non giudiziario) di Berlusconi e della destra (italiana e non), si apre nel nostro Paese un’alba nuova, che deve essere fatta di serietà istituzionale, di austerità e rigore, di progresso e uguaglianza, e che deve portare al ritorno alla Politica (con la P maiuscola). Una fase nuova che deve ridare all’Italia il prestigio internazionale che le spetta e agli italiani (in Patria e nel mondo) un Paese efficiente, una crescita adeguata e una giustizia sociale equamente distribuita.

Il Governo Monti, in quest’ottica, è un primo passo della Ricostruzione nazionale, che deve vedere l’impegno di tutti. E la nomina agli Esteri di Giulio Terzi di Sant’Agata fa ben sperare anche a una diversa attenzione verso gli italiani nel mondo. (…)

Dopo si potrà tornare, e i tempi saranno scanditi dall’efficacia delle politiche che farà e dai risultati che conseguirà Monti, a una dialettica politica Destra-Sinistra fuori dall’emergenza. E allora, ricordando i fallimenti a cui ci ha portato Berlusconi e il centrodestra, dovremo avviare una legislatura democratica nuova, nella quale non serviranno più venditori di promesse e cavalieri  populisti (neri o bianchi che siano), ma leader politici seri e credibili. In questo senso, il Partito Democratico ha molto da offrire all’Italia e al mondo. Per il bene di tutti, per il bene dell’Italia. Dunque, ancora, buongiorno Italia!

*responsabile Pd estero

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