Italiani all’estero, Bucchino (Pd) interviene su Ici e pensioni a Youdem.tv

Il parlamentare del PD ha spiegato che il decreto “Salva Italia” ha introdotto una nuova imposta sugli immobili a partire dal 1° gennaio 2012, che sarà sperimentale per tre anni, e che sarà successivamente sostituita dalla cosiddetta IMU che ingloberà ICI, la tassa sui rifiuti e le addizionali comunali. Questa nuova imposta sostituisce l’attuale ICI e ha quindi il presupposto del possesso di immobili in Italia. La nuova imposta sugli immobili prevede un’aliquota di base dello 0,4 per cento  sulla casa di abitazione e un’aliquota dello 0,76 per cento sulle seconde e terze case. Sulla casa di abitazione è prevista una detrazione di base di 200 euro. Per casa di abitazione si intende quella dove si dimora abitualmente e si ha la residenza anagrafica. Fino al 31 dicembre 2011 gli italiani residenti all’estero proprietari di una unità immobiliare in Italia hanno usufruito della detrazione di base grazie ad una legge del 1993 che aveva equiparato la loro casa in Italia alla prima casa degli italiani residenti in Italia ai fini di tale detrazione. Il Ministero delle Finanze  direttamente interpellato dall’On. Bucchino  ha purtroppo informato – anche se non è stata ancora emanata un circolare ufficiale – che tale agevolazione non è più in vigore a partire dal 1° gennaio 2012 e che quindi gli italiani residenti all’estero non solo non potranno più usufruire della detrazione di base sulla prima casa ma dovranno addirittura pagare l’aliquota fiscale più alta dello 0,76 per cento. I comuni interessati hanno comunque la facoltà di introdurre autonomamente eventuali agevolazioni anche per i residenti all’estero. L’On. Bucchino consiglia  quindi i nostri connazionali a contattare il comune ove è situato il loro immobile. Il parlamentarenel corso dell’intervista ha reso noto che per rimediare a questa penalizzante nuova situazione, ha presentato un Ordine del giorno alla Camera dei deputati durante la discussione del Decreto Monti che, è importante sottolineare, è stato approvato dal Governo che si è impegnato ad assicurare che sia garantita, così come è avvenuto fino ad oggi, anche ai cittadini italiani residenti all’estero proprietari di unità immobiliari in Italia la detrazione di base di 200 euro sull’abitazione posseduta in Italia a patto che essa non sia locata. Ora spetterà al Governo Monti dimostrare la sua serietà e la sua discontinuità rispetto al precedente esecutivo approvando in tempi brevi una norma, magari anche solo interpretativa, che conceda la detrazione di base sull’IMU (vecchia ICI) anche  ai cittadini italiani residenti all’estero, sebbene essi non dimorino o abbiano la residenza anagrafica presso il loro immobile posseduto in Italia.

Per quanto riguarda le pensioni Bucchino ha evidenziato che la legge di riforma della previdenza italiana non è certamente equa. E’ una legge che inasprisce, a volta anche in maniera inclemente, i requisiti anagrafici e contributivi per andare in pensione. E’ una legge che ha voluto ridefinire la struttura del sistema pensionistico italiano in tempi brevi e con un provvedimento d’urgenza senza un preventivo confronto con le parti sociali. Secondo il parlamentare si deve sperare che siano invece mantenute le promesse sulla riforma dello stato sociale che preveda maggiori garanzie per il lavoro e per nuovi ed efficaci ammortizzatori sociali.

Sulle pensioni Bucchino ha affermato nel corso dell’intervista che il legislatore, ma non è una novità, si è dimenticato di disciplinare esplicitamente i residenti all’estero e rimangono seri dubbi su tutta una serie di norme che non è chiaro se e come si possano applicare ai nostri connazionali e alle pensioni in convenzione. Bucchino ha sollecitato l’Inps a emanare in tempi brevi una circolare sulla riforma e la sua applicabilità alle pensioni in convenzione. Il timore del parlamentare PD è che con l’introduzione del sistema contributivo saranno eliminate l’integrazione al trattamento minimo e forse anche le prestazioni assistenziali come la maggiorazione sociale, che sono le due prestazioni più ambite dai nostri connazionali emigrati. Inoltre – denuncia Bucchino – le convenzioni bilaterali stipulate dall’Italia risalgono a periodi in cui il sistema contributivo non era stato ancora introdotto e quindi non è contemplato nel loro campo di applicazione. Allora servono chiarimenti urgenti. Bucchino ha reso noto di stare  preparando  interventi e interrogazioni alle autorità e ai ministeri competenti.

Duramente colpiti sono tutti i pensionandi che in alcuni casi si vedono spostata in avanti di sei anni l’età pensionabile, compresi ovviamente i residenti all’estero che forse ancora non se ne rendono conto. Bucchino ha infine auspicato che nelle prossime settimane il Governo corregga alcune norme che sono troppo penalizzanti e introduca una maggiore gradualità dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti anagrafici e contributivi.

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