Italiani all’estero, Boniver a Sofia: ricevute importanti informazioni

‘Siamo venuti in Bulgaria per constatare la volontà politica e la preparazione tecnica di un paese membro della Nato e dell’Ue che ha chiesto di entrare nel trattato Schengen’. Lo ha dichiarato oggi a Sofia Margherita Boniver, presidente del Comitato Schengen del parlamento italiano, al termine di una sua missione di due giorni nel paese balcanico a capo di una delegazione del Comitato.

Ieri e oggi i parlamentari italiani hanno avuto una serie di incontri istituzionali ad alto livello al parlamento bulgaro e ai ministeri della giustizia, dell’interno e degli esteri, con l’obiettivo di tastare il polso delle autorità di Sofia, che sono molto sensibili per il fatto che ormai da quasi un anno si rimanda di volta in volta l’ingresso del paese nell’area Schengen. L’Olanda – sostenendo che in Bulgaria e in Romania, diventati membri dell’Ue nel 2007, i sistemi giudiziari e la lotta a corruzione e criminalità organizzata sono ancora insufficienti – è l’unico stato Ue che continua a opporsi all’ingresso dei due Paesi balcanici nella zona di libera circolazione. ‘Torniamo a Roma con un bagaglio di informazioni molto importanti e anche con un pizzico di orgoglio di appartenere a quel grosso gruppo di paesi europei che fin dal primo momento non ha contrastato l’ingresso della Bulgaria nell’area Schengen indipendentemente da chi stesse a palazzo Chigi negli ultimi anni’, ha sottolineato Margherita Boniver.

Che ha anche osservato come, inevitabilmente, la Bulgaria, confinante con la Turchia, e’ destinata a diventare ‘una vera e propria calamita’ per i flussi di migranti che cercheranno di approfittare di questo nuovo confine Schengen’. Ma come ha constatato Ivano Strizzolo, vicepresidente della commissione Schengen e membro della delegazione, la Bulgaria si è dotata di ‘meccanismi e accorgimenti tecnologicamente molto avanzati che consentono un presidio sicuramente efficace delle frontiere’. A suo parere, l’ingresso della Bulgaria e della Romania nell’area Schengen ‘puó inoltre aiutare a dare una maggiore stabilità a tutta l’area dei Balcani’.

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