Italiani all’estero, Berlusconi faccia passo indietro – di Federica Polegri

Condivido lo stato d’animo di numerosissimi italiani all’estero che, pur avendo sostenuto elettoralmente il Governo Berlusconi, adesso richiedono ai propri rappresentanti parlamentari di dare un senso piu’ coerente al loro mandato morale di rappresentanza  contribuendo alla formazione di un nuovo Governo rinunciando al loro schieramento per il bene comune. Quando sussistono cause di forza maggiore si valica il muro dell’appartenenza di parte per spaziare su ben altri orizzonti. Questo Governo non e’ sufficiente nel modo in cui e’ formulato (e cioe’ l’asse Bossi Berlusconi) per trattare adeguatamente la situazione contingente.

Anche volendo trascurare l’ingerenza (in questo momento determinante) della mancanza di fiducia dei mercati, la delicatezza dell’attuale congiuntura impone una larga convergenza nelle strategie da adottare. Tutti sappiamo che la scena politica italiana negli ultimi 16 anni e’ stata caratterizzata da una forte impronta di berlusconismo, pro o contro. L’Italia del domani pero’ non lo sara’.

Ed e’ per questo motivo che occorre seminare oggi, per raccogliere il prima possibile i frutti di un cambiamento epocale desiderato e non subito. Non si puo’ continuare a ragionare in termini correnti di confronto politico, e’ doveroso immaginare di essere in una fase storica innovativa nella quale abbiamo l’opportunita’ di scegliere il nuovo modello socio economico. Abbandoniamo dunque il vecchio cliche’ dei magistrati persecutori, delle Feste adornate da belle ragazze-cadeau, e delle dichiarazioni di impegno solenni alle quali non hanno fatto seguito le riforme epocali a valore generale come era nelle intenzioni. Adesso occorre quel buon senso umile che solo puo’ ispirare fiducia alla piu’ larga maggioranza degli italiani. La situazione va affrontata esattamente per quella che e’. Ed e’ per cio’ necessario denunciare con coraggio le distorsioni all’etica della giustizia sociale e offrire soluzioni che siano in grado di motivare ogni italiano a collaborare spontaneamente, perche’ si identifica moralmente in esse e puo’ dunque sentirsi rappresentato da un Governo che sia capace di esprimere la sintesi del bene comune. Solo la concreta dimostrazione di forza del popolo italiano unito puo’ convincere i mercati e soprattutto i Paesi piu’ virtuosi nel mondo globale ad aiutarci ad innescare un cambiamento efficace e armonioso.

Dobbiamo quindi costruire credibilita’ internazionale partendo proprio dalla manifestazione dello spirito di abnegazione piu’ puro, subordinando cioe’ gli interessi di parte e l’orgoglio individuale  alla volonta’ di collaborare per la definizione del bene comune. Un bene che includa anche le categorie sociali finora lasciate politicamente al margine, prima fra tutte i giovanissimi che non hanno evidentemente goduto della tutela necessaria a poter un giorno godere di una ragionevole speranza di benessere, e fin da subito di quella serenita’ che solo esprime la vera qualita’ della vita. Questo e’ il motivo per il quale mi aspetto un dignitoso passo indietro del Presidente Berlusconi, augurandomi che avvenga prima che tale sentimento sia maturato piu’ rapidamente da altri esponenti della cerchia dei suoi fedelissimi. Ora l’Italia ha bisogno di una nuova guida, di una nuova visione, di una nuova energia. Dell’eroismo suscitato da alti ideali condivisi. Possiamo certamente evitare che la torre si sgretoli, indipendentemente dai capricci di chi ci aveva piantato sopra la propria bandiera.

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