Italiani all’estero, Berlusconi e Marcinelle – di Ricky Filosa

La storia del messaggio di Silvio Berlusconi in occasione della commemorazione della tragedia di Marcinelle è durata anche troppo. Tutto è cominciato quando Raffaele Fantetti, senatore Pdl che a Palazzo Madama ha preso il posto di Nicola Di Girolamo – finito in gabbia perchè accusato, fra le altre cose, di avere conquistato il suo seggio grazie ai voti della ‘ndrangheta – ha inviato alle agenzie il testo del messaggio con il quale il presidente del Consiglio avrebbe espresso vicinanza e solidarietà a chi era presente alle commemorazioni in Belgio, per la giornata del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo. ItaliaChiamaItalia ha pubblicato il messaggio del premier, così come hanno fatto altre agenzie. C’è stato pero’ chi ha sollevato dubbi su tutta la vicenda fin dall’inizio: sarà vero quel messaggio, o sarà una bufala? Nessuno è riuscito a dimostrare nulla, nè in un senso nè nell’altro. Fino a che Fantetti ha tirato fuori il messaggio originale che gli e’ stato inviato dallo stesso Berlusconi, e che noi abbiamo pubblicato ieri.

Fra le altre cose che ci è toccato leggere su tutta la vicenda, persino il commento postato su Facebook dall’On. Franco Narducci, Pd: a Marcinelle non si va a fare campagna elettorale, scrive sulla sua bacheca l’eletto in Europa. E cos’è andato a fare Gianfranco Fini solo qualche anno fa a Marcinelle, se non campagna elettorale? Il suo discorso e’ stato centrato più sul fenomeno dell’immigrazione in Italia che su quello dell’emigrazione italiana oltre i confini nazionali. Io c’ero, ho anche preso il volo di Stato insieme al presidente della Camera, e ricordo molto bene l’atmosfera che aleggiava persino sull’aereo: Fini cominciava già a rivelare  le sue ambizioni, attraverso dichiarazioni personali sospette.

E dico ancora a Narducci: il viceministro Danieli, durante la scorsa legislatura (governo Prodi), non è forse andato a Marcinelle a fare campagna elettorale? Oppure Danieli è un santo? Andiamo oltre: non vanno forse tutti quanti a Marcinelle, a fare campagna elettorale? Perchè Marcinelle con gli anni, grazie anche – anzi, soprattutto – alla tenacia di Mirko Tremaglia, è diventata una vetrina di mezza estate – lo ammette persino Narducci – alla quale non si può rinunciare. Marcinelle? "Io c’ero", come se bastasse questo a dirsi un eletto all’estero degno dei voti ottenuti. Baggianate.

Marcinelle è quello che è, un luogo dove si è consumata anni fa una tragedia che ogni anno è giusto ricordare e commemorare. Sono i politici che ne hanno fatto un’occasione di campagna elettorale, tutti, da destra e sinistra, certamente Narducci compreso. Non sa forse di campagna elettorale la sua nota su Facebook, nella quale rivendica di essersi recato a Marcinelle dal 1999 ("tranne nel 2010, ero a Buenos Aires")?

Per Narducci, Fantetti e compagnia, per tutti questi eletti oltre confine, non c’è differenza quando si parla di Marcinelle o di qualsiasi altra vetrina politica. Per loro,  legati – per adesso – al voto di preferenza, la parola d’ordine in ogni occasione è visibilità. Marcinelle è un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Tant’è vero che agosto è già finito, e noi stiamo parlando di qualcosa che è successo ormai tre settimane fa.

In quello che e’ diventato un caso, in mezzo a tutto questo cicaleccio, una sola cosa è chiara per noi: il messaggio di Silvio Berlusconi indirizzato agli italiani all’estero che nel mondo lavorano, c’è. Esiste. E significa molto per tutti.

ricky@italiachiamaitalia.com

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